Nella bozza della legge di bilancio è stata introdotta una modifica del sistema di reclutamento dei docenti per la Scuola secondaria di primo e secondo grado. Una prima modifica introdotta è l'abolizione del FIT, ovvero il percorso formativo iniziale e tirocinio. Con l'abolizione del FIT si permetterà a tutti i docenti che vinceranno il concorso pubblico di fare soltanto l'anno di prova e formazione, superato il quale si verrà assunti in ruolo.

Altra modifica prevista riguarda i requisiti d'accesso al concorso: potranno accedere oltre i soggetti in possesso dell'abilitazione per la classe di concorso specifica, anche coloro i quali sono in possesso di una laurea con piano di studi idoneo all’insegnamento ed hanno conseguito i 24 CFU nelle discipline antro – psico – pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Inoltre, al concorso saranno ammessi anche i docenti con tre anni di servizio negli ultimi otto. Vediamo nel dettaglio come saranno valutati i titoli posseduti.

Valorizzazione titoli

Dalla bozza della legge di Bilancio si evince una maggiore valorizzazione ai titoli posseduti, in particolare titoli accademici, scientifici e professionali valutabili (i titoli infatti, incideranno del 20% sul punteggio complessivo). I titoli che permetteranno di avere più punteggi nella valutazione complessiva saranno: i dottorati di ricerca, abilitazione specifica, titoli accademici nell’ambito della pedagogia speciale e didattica dell’inclusione e superamento di un concorso ordinario per titoli.

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Scuola

E' utile informare che le modalità di gestione delle procedure concorsuali saranno a cura degli Uffici scolastici regionali. La definizione delle tracce della prova d'esame e le griglie di valutazione nazionale saranno effettuate da una specifica commissione nazionale di esperti. Al momento, si stima che possano prendere parte a tale concorso scuola 2019, oltre 100 mila docenti, tra cui numerosi docenti di ruolo interessati, per svariati motivi.

In primis ci sarebbero i docenti " truffati SSIS", i quali non si vedono riconosciuta uno stato di parità con il concorso ordinario. Poi ci sarebbero i deportati dalla Buona Scuola, che farebbero il concorso per ritornare a casa, ed infine, ci sarebbero i docenti che vorrebbero un’ altra abilitazione, a tal fine, lo Stato potrebbe organizzare dei corsi abilitanti ad hoc per docenti di ruolo.

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