Una delle novità introdotte nella legge di bilancio 2019 sarà l’addio al FIT, ovvero il percorso formativo iniziale e tirocinio. L'abolizione del FIT permetterà a tutti i docenti che vinceranno il concorso pubblico di fare soltanto l'anno di prova e formazione, al superamento del quale saranno assunti con contratto a tempo indeterminato nella medesima Scuola nella quale è stato svolto l’anno di prova. Inoltre, è stato previsto che il docente dovrà rimanervi per altri 4 anni senza poter chiedere mobilità.

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Salvo i casi di sovrannumero o esuberi, infatti, si intende introdurre un vincolo di permanenza medio-lungo, a garanzia della continuità didattica. Di seguito maggiori informazioni sulle novità rispetto all’attuale sistema di reclutamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Dettagli reclutamento docenti

Fra gli obiettivi del governo del primo ministro Giuseppe Conte, c'è quello di far entrare quanto prima i giovani docenti nel sistema scuola, vale a dire che chi si laurea dovrà avere la possibilità di salire in cattedra velocemente, come del resto avviene negli altri paesi europei.

L'assunzione in ruolo per una cattedra alla secondaria di primo e secondo grado passerà attraverso il concorso (che dovrebbe essere bandito nel 2019, con bandi previsti a cadenza regolare ogni due anni), a cui potranno partecipare tutti i laureati a patto di aver conseguito i 24 crediti (Cfu) nelle materie antro-psico-pedagogiche. Importanti novità verranno introdotte anche per quanto riguarda la valutazione dei titoli, per i quali non potranno essere attribuiti più di 20 punti e sembra che un peso maggiore lo avranno i dottorati di ricerca, l'abilitazione pregressa e il superamento delle prove di un precedente concorso.

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Un'altra novità è prevista per i non abilitati, ma che abbiano maturato un'esperienza lavorativa nella scuola di almeno tre anni negli ultimi otto (ovvero i supplenti di terza fascia). Per loro infatti dovrebbe essere prevista una riserva del 10 per cento dei posti. I vincitori del concorso, che saranno inseriti nelle graduatorie di merito, entreranno in ruolo a partire dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione. Una volta pubblicate, le graduatorie resteranno valide per i due anni successivi, al termine dei quali saranno rimpiazzate da quelle stilate in seguito al concorso docenti del biennio seguente.