Cesare Damiano non gira certo intorno alle problematiche previdenziali che a suo dire si troverà dinanzi il Governo del cambiamento, come a dire che tra il ‘dire ed il fare’ c’è di mezzo il mare. Già, perché secondo l’onorevole a tutti piacerebbe vedere realizzate le misure promesse agli elettori: quota 100, la proroga dell’opzione donna, la quota 41 e lo stop dell’aspettativa di vita. Ma in realtà, tutto questo secondo Damiano (PD) non sarà possibile, in quanto mancano le risorse, che M5s-Lega dovranno affrettarsi a trovare per non deludere gli elettori: "In manovra per ora solo promesse senza risorse".

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Damiano al Governo: tante promesse, ma con quali soldi?

Ad Askanews, l'onorevole Cesare Damiano ha attaccato la superficialità di promesse fatte e ribadite dal Governo M5s-Lega, in riferimento probabilmente anche agli ultimi post di Di Maio che citano sui social tutte le promesse mantenute dall'attuale esecutivo, sebbene ad oggi non si legga nessuna norma e/o decreto scritto al riguardo. L’onorevole dem scrive: “Le risorse stanziate per le Pensioni e per il reddito di cittadinanza sono insufficienti rispetto al ventaglio di promesse che l'esecutivo giallo-verde continua a propinare agli italiani".

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Poi scrive (facendo riferimento alle misure del comprato previdenziale, capitolo che più interessa agli italiani che hanno votato per il Governo del cambiamento e che rischiano di rimanere delusi): "Anche noi vorremmo quota 100, quota 41 anni per chi ha maturato i 41 di contributi, la proroga dell’Opzione Donna e il blocco dell'età pensionabile in base all'aspettativa di vita, ma tutto ciò non è possibile insieme". Poi spiega il perché: “Non bastano per farlo i 6,7 miliardi di euro all'anno che sono stati stanziati.

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Pensioni

Bisogna che il Governo trovi altre risorse se vuole mantenere le promesse"

Pensioni 2019, Di Maio e Durigon confermano le promesse: ok stop adv, proroga Opzione Donna e quota 100

Luigi Di Maio sui social continua a rassicurare i pensionandi con la pubblicazione di post che garantiscono la proroga dell’opzione donna (per tutte quante abbiano 35 anni di contributi e 58 anni d’età) e confermano la quota 100 (per tutti coloro abbiano 62 anni d’età che potranno accedere alla pensione con un minimo di 38 anni di contributi) mentre Durigon ha sottolineato (su La7, a L'aria che Tira) che vi sarà lo stop dell’aumento dell'età pensionabile in base all'aumento dell'aspettativa di vita per le pensioni anticipate e per i precoci.

Insomma, non resta che attendere di leggere i decreti legislativi per comprendere quali promesse effettivamente riusciranno ad essere mantenute e cosa invece verrà rimandato a data da destinarsi: chissà se Damiano ci avrà visto lungo o se il suo è solo un pessimismo critico dettato dallo stare all'opposizione... Lo scopriremo nelle prossime settimane.

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