Le ultime notizie sulla riforma Pensioni 2019, ad oggi lunedì 5 novembre, riguardano la messa a punto del 'pacchetto previdenziale' da parte del Governo Conte. L'esecutivo ha stimato in 360mila il numero dei pensionati che, il prossimo anno, potrebbero usufruire della nuova misura di pensionamento anticipato Quota 100, anche se la speranza, ovviamente, è quella di poter contenere i costi ed ottenere un risparmio in vista del 2020. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, andrà a riferire in Europa adottando due linee diverse.

Pubblicità

Da una parte ci sarà quella ufficiale, che difenderà la manovra finanziaria, dall'altra quella ufficiosa, che cercherà di rassicurare l'Unione Europea su quel deficit messo nei documenti, deficit che, in realtà, sarà diverso.

Intanto, il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha parlato di Quota 100 ad hoc per i lavoratori del settore pubblico e il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio ostenta ottimismo.

Di Maio sulla Legge di Bilancio 2019: 'Non credo saremo sanzionati dall'UE'

In un'intervista al 'Financial Times', il vicepremier Di Maio ha dichiarato: 'Non credo che saremo sanzionati dalla Commissione europea - ha dichiarato il ministro - la procedura sarà avviata ci sarà una fase di dialogo'.

Le pensioni rappresentano, senza dubbio, un capitolo importante della manovra: il Governo confida sul disincentivo del divieto di cumulo e sulle finestre. Il tutto, però, sarà rinviato a due decreti attuativi, da approvare in contemporanea alla manovra finanziaria.

Quota 100, ministro Bongiorno: 'Quota 100 ad hoc per la Pubblica Amministrazione'

Il ministro Bongiorno, intanto, ha sottolineato come l'obiettivo del Governo sia la continuità di azione nel settore pubblico: come ampiamente sottolineato anche dal vicepremier Matteo Salvini, si cercherà di evitare l'esodo di massa dalla Pubblica Amministrazione.

Pubblicità

Il singolo lavoratore potrà scegliere se andare in pensione anticipatamente con la nuova Quota 100 oppure aspettare. La principale differenza, però, rispetto ai dipendenti privati dovrebbe essere costituita dal numero di finestre che, per gli statali, dovrebbero essere due anziché quattro. Per il personale scolastico, addirittura, dovrebbe essere prevista una sola finestra annuale.

La prima finestra, per i privati, dovrebbe aprirsi ad aprile, la seconda a luglio, la terza ad ottobre e la quarta a gennaio 2020.

L'obiettivo del Governo, come ampiamente anticipato nei giorni scorsi, sarebbe quello di dilazionare le uscite e di risparmiare qualche risorsa sui 6,7 miliardi di euro stanziati nella Legge di Bilancio 2019.