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In attesa che il decreto della cosiddetta "quota 100" [VIDEO] sia pienamente ufficializzato dall'attuale Governo capeggiato dal Presidente del Consiglio Conte circolano notizie (di cui alcune poco certe) che prevedono le date e le tempistiche per fare domanda di pensionamento. Per ora si sa che ci saranno quattro finestre di uscita per i privati e due per i pubblici, mentre resta l'incognita sui contributi figurativi.

La "quota 100" avrà quattro finestre di uscita

Le finestre di uscita per la cosiddetta quota 100 [VIDEO]sono già state fissate, anche se il decreto ancora è tutto da ufficializzare.

Quattro in tutto, le finestre non si "aprono" ugualmente per tutti, ma sono pensate in base al tipo di contratto del lavoratore in procinto di andare in pensione. Si inizierà il primo di gennaio per la presentazione della domanda per coloro che vorranno uscire a partire da aprile, per poi proseguire con il primo di aprile (per la finestra di luglio), il primo di luglio (per ottobre) ed infine il primo del mese di ottobre (per gennaio 2020).

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La cadenza diventa semestrale nel momento in cui nel contratto figura la dipendenza pubblica. Dal momento che la quota 100 dovrebbe essere attuata a fine dicembre, l'anno prossimo si potrebbe vedere saltata la prima finestra (quella del primo di gennaio). Nonostante ciò, chi avrà maturato i requisiti nell'arco della fine di quest'anno potrà comunque usufruire della finestra di aprile. Per ora le istruzioni non sono sufficienti, ma probabilmente si potrebbe cominciare il decreto da febbraio.

Cosa è la quota 100: un piccolo riepilogo con l'incognita dei contributi figurativi

L'ormai celebre quota 100 è un metodo di pensionamento anticipato che teoricamente dovrebbe costituire una eccezione alla cosiddetta legge Fornero, che prevede un pensionamento in base all'aspettativa di vita. La formula principale della quota 100 prevede il requisito dei 62 anni di età anagrafica aggiunti a 38 anni di maturazione contributiva, ricordando le alternative che prevedono la quota 101 e la quota 102.

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Se tutto questo è abbastanza chiaro, non è assolutamente trasparente la questione dei contributi figurativi (rimasti "irrisolti" anche per quanto riguarda l'Opzione donna). Sembra però che le ultime indiscrezioni parlino del riconoscimento di due oppure di tre anni di contribuzione figurativa. Non resta che attendere la fine del prossimo mese per avere un quadro più completo della situazione. Una volta ufficializzato il decreto della quota 100, la Gazzetta Ufficiale fornirà le dovute direttive e le relative spiegazioni.