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Se da un alto il vicepremier Matteo Salvini si dice non tanto contro l’Europa ma contro la sovrastruttura della Commissione Europea (dichiarandosi pronto a proseguire sulla legge di bilancio, nonostante le ‘letterine di Juncker’), dall'altro l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UpB) con i suoi calcoli mette in guardia dai possibili effetti negativi (sia per le casse dell’Inps quanto per i lavoratori) dell’uscita anticipata con quota 100, cavallo di battaglia del Governo del Cambiamento.

Pensioni, Salvini: preferisco le letterine di babbo natale

Le letterine le accetto da Babbo Natale e non da Juncker, ha detto ironico Matteo Salvini in apertura alla scuola di formazione politica della Lega a Milano, anche perché è più simpatico.

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Non saranno certo il populismo ed il nazionalismo, ha aggiunto il Ministro dell’Interno, a portare la guerra in Europa, ma al più loro stessi. Anche perché i grandi problemi non sono certo questi, ma la disoccupazione e la povertà. Poi si dice soddisfatto dei primi 5 mesi di Governo, belli e spericolati li ha definiti, e promette che mai mollerà: ‘vado avanti: le cose che faccio le voglio portare fino in fondo. Semmai saranno altri a mollare'. Dunque certa la quota 100 insita nella Manovra di Governo, per quanto riguarda il capitolo previdenziale, visto che non sono previste modifiche sulla misura, come ha confermato anche Di Maio a Non è l’Arena.

Nonostante tutto questo ottimismo dei vicepremier, il problema emerge dall'allarme dell'UpB , che critica la quota 100 e i suoi effetti sull'assegno pensionistico.

Pensioni 2019, Quota 100: riduzione dell’assegno dal 5 al 30%

Il calcolo dell'Ufficio parlamentare di bilancio illustrato dal presidente nonché Professore ordinario di Scienza delle finanze alla Sapienza, Università di Roma, Giuseppe Pisauro, in audizione sulla manovra, mette in guardia sui possibili effetti negativi dell’uscita con quota 100.

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Chi optasse per questa uscita anticipata dal 2019 andrebbe incontro, dice il docente, calcoli alla mano, ad una riduzione della pensione lorda rispetto a quella corrispondente alla prima uscita utile con il regime attuale da circa il 5% in caso di anticipo di un solo anno ad oltre il 30% se l'anticipo fosse di oltre 4 anni. Inoltre in audizione alla manovra ha sottolineato che la potenziale platea per il 2019 potrebbe aggirarsi sui "437.000 contribuenti attivi". Se uscissero tutti ci sarebbe un "aumento di spesa lorda per 13 miliardi".