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Le ultime novità sulle pensioni anticipate giungono dal consigliere previdenziale della Lega Alberto Brambilla che fa una nuova proposta al Governo relativa alla quota 100 [VIDEO]. L’unica che potrebbe essere sostenibile mantenendo il patto con l’elettorato. Secondo questa ipotesi, l’uscita anticipata con quota 100 sarebbe confermata (62 anni di età + 38 di contributi), ma potranno accedervi dal 2019 solo quanti avranno maturato i requisiti da almeno 2 anni entro il 31/12/2018.

Quindi, a conti fatti, secondo la proposta di Brambilla, la quota 100 si trasformerebbe in quota 104: questo permetterebbe un abbattimento dei costi e dunque delle risorse necessarie.

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I vicepremier Salvini e Di Maio hanno però rassicurato i pensionandi.

Pensioni 2019: quota 100 potrebbe diventare quota 104

Alberto Brambilla spiega minuziosamente la sua nuova proposta relativa alla quota 100 [VIDEO], una modifica che potrebbe essere ben vista anche dai tecnici di Bruxelles, giacché ad oggi nessuna modifica sostanziale (nonostante la bocciatura inferta dalla Commissione europea alla manovra 2019) è ancora stata presentata dall'esecutivo M5s-Lega. Un continuo tira e molla di dichiarazioni e nuove sfide, con fine anno che si avvicina e la possibile procedura d’infrazione alla porte. Ecco che la proposta di Brambilla, esperto previdenziale della Lega, seppur metta in ansia i cittadini, potenziali fruitori della quota 100 originaria, potrebbe effettivamente essere la quadratura del cerchio.

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Per Brambilla resta importante mettere mano alla riforma Fornero, ma bisogna farlo con criterio, è impensabile, sostiene convinto, che 300 mila persone escano in massa, insostenibile sia per la tenuta dei conti, quanto per la stessa Inps, che faticherebbe a gestire le pratiche.

Pensioni anticipate, la proposta di Brambilla: in pensione con 64 anni e 40 di contributi

Per risparmiare un po' di risorse si potrebbe pensare ad un’uscita a scaglioni, fuori prima i maggiormente danneggiati dalla Fornero, cioè quanti hanno maturato al 31/12/2018 i requisiti richiesti per la quota 100 da 2 anni, poi nella finestra successiva quanti li hanno maturati tra i 18 e i 24, e così a scendere, fino a permettere a chi davvero ha raggiunto quota 100 (62+38 a dicembre 2018) di uscire nel 2020. Quattro finestre/scaglioni in 2 anni, un modo per garantire l’uscita anticipata senza impattare eccessivamente sui conti. Solo che a conti fatti chi andrà in pensione a marzo 2019 dovrà avere 40 anni di contributi versati e 64 d’età, dunque la quota 100 diventerà inevitabilmente quota 104.

Delusione e malcontento trapelano sui social, le persone si augurano che la proposta di Brambilla non veda mai la luce e che vengano confermati i requisiti iniziali, altrimenti la platea degli aventi diritto si ridurrà ancora.

Riforma pensioni, Di Maio e Salvini rassicurano

L'ipotesi però è stata prontamente smentita dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha apostrofato la notizia come 'bufala' [VIDEO]. Salvini, durante il programma Carta Bianca ha infatti rassicurato i pensionandi “Quota 100 si farà dall'anno prossimo, spero a febbraio”. Anche il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha assicurato che quota 100 “partirà tra febbraio e marzo” e che entro dieci giorni “saranno pronte le relazioni tecniche per il superamento della Fornero