Sarà valida per il triennio 2019-2021 la quota 100, cioè la grande novità che il governo intende lanciare nel sistema previdenziale. Un triennio di sperimentazione, con la misura che dovrebbe poi lasciare il posto alla quota 41 per tutti, che resta il vero obbiettivo dell’esecutivo in materia pensionistica. Sarà la nuova pensione di anzianità con 41 anni di contributi la misura che secondo il governo risponderà alla esigenza di superare la legge Fornero che molti cittadini hanno.

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Quota 100 entrerà presto in azione, non appena il governo avrà varato il decreto sulle Pensioni utilizzando i fondi messi a bilancio nella manovra finanziaria. La misura tra vincoli e paletti inseriti in essa al fine di limitare il conto per le casse dello Stato, sarà destinata ad una platea di lavoratori che rispetteranno prima di tutti il doppio requisito anagrafico-contributivo e che in base a quando lo centreranno, riusciranno finalmente a percepire il primo rateo di pensione loro spettante.

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Infatti tra i tanti aspetti della misura c’è quello delle finestre di uscita, con la quiescenza che decorre a date prestabilite e non dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si centrano i requisiti come accade per i due pilasti del sistema, la pensione anticipata e quella di vecchiaia. La prima finestra prevista per quota 100 dovrebbe essere aprile, con il condizionale che è d’obbligo visto che il decreto definitivo ancora deve essere reso pubblico.

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Pensioni

Le prime uscite da quotisti

Chi può uscire con quota 100 ad aprile è una domanda che molti iniziano a porgersi. Con l’ultima bozza del decreto, sembra confermata infatti la prima finestra di uscita che avrà la quota 100, cioè aprile. La data riguarda i lavoratori del settore privato, per i quali la struttura della misura prevede finestre trimestrali. Per i lavoratori di tutti i comparti della Pubblica Amministrazione invece, le finestre saranno semestrali, con la prima prevista per luglio.

La finestra di aprile pertanto sarà quella utile per i lavoratori del settore privato, ma che hanno già centrato i requisiti di uscita prima dell’entrata in vigore del decreto. In pratica tutti coloro che già a fine 2018, cioè al 31 dicembre avevano almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi. Probabile che sempre ad aprile, verrà consentita l’uscita per coloro che completano la quota 100 in questi giorni di gennaio, quelli che precedono il varo del decreto da parte del governo, o meglio, la pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale.

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Una misura particolare

Dopo la prima data utile per uscire, le altre seguiranno il meccanismo ormai chiaro, cioè delle finestre ogni 3 o 6 mesi. Per gli statali, oltre alla finestra semestrale, probabile che sia necessario dare un preavviso di ulteriori 6 mesi all’Ente presso cui si presta servizio, al fine di non ingessare la macchina amministrativa e consentire l’avvio di concorsi atti a trovare i sostituti dei neo pensionati.

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In base a quanto previsto in bozza resta confermato il blocco al cumulo della pensione con quota 100 con altri redditi da lavoro. Per tutta la durata dell’anticipo di pensione ottenuto optando per la quota 100, cioè fino all’età della pensione di vecchiaia a 67 anni, i neo pensionati non potranno in nessun modo arrotondare la pensione con redditi da lavoro dipendente. Possibile qualche lavoretto come lavoratore autonomo, ma occasionale ed entro il tetto massimo di 5.000 euro annui.

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