Un incarico della durata di due anni per candidarsi a svolgere attività e consulenze per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, questo l’oggetto di un bando pubblicato dal Mef che sta facendo molto discutere. Il bando che è rivolto ad avvocati, notai e commercialisti scadrà il prossimo 14 marzo. Ciò che fa tanto discutere e che ha provocato la rabbia e la contestazione, con tanto di richiesta scritta al Ministro tria da parte dei Consigli nazionali delle categorie professionali interessate è il carattere gratuito del bando. Infatti le consulenze ed il lavoro richiesto ai candidati che saranno scelti, non prevede retribuzione.

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L’equo compenso verrebbe violato

Svolgere attività di consulenza a titolo gratuito e senza alcuna retribuzione è sicuramente il pomo della discordia da parte dei Consigli nazionali degli ordini degli avvocati, dei notai e dei commercialisti. Il Ministero ricerca figure professionali altamente qualificate, dotati di specifiche e consolidate competenze e con profili di studio e di curriculum di livello elevato. Tutto ciò però, senza spendere un solo euro, perché come dicevamo in premessa, nessun compenso viene previsto dal bando per i servizi che questi professionisti andranno a fornire al Ministero.

L’Associazione italiana giovani avvocati e l’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili hanno già espresso il loro disappunto, come riporta un articolo del sito di informazione legale e fiscale “studiocatalidi.it”. Il controsenso, secondo i rappresentanti dei giovani legali, è che il governo pensa ad un sussidio per l’inclusione lavorativa come il reddito di cittadinanza e poi va a chiedere a professionisti che con sacrifici ed anni di studio hanno completato un lungo percorso di studio, di lavorare gratis per il Ministero dell’Economia.

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Un bando che secondo le associazioni di categoria, va contro il principio e soprattutto la normativa sull’equo compenso. Le norme infatti prevedono che non può in nessun caso essere corrisposto un compenso ad un professionista, non commisurato alla quantità ed alla qualità del lavoro che si va a svolgere. Qui addirittura si chiede di operare gratis, non con un compenso non equo, ma addirittura gratuitamente.

Mancato riconoscimento del lavoro

Andrea Mascherin, Massimo Miani e Salvatore Lombardo, rispettivamente presidenti del Consiglio nazionale di avvocati, commercialisti e notai hanno provveduto a scrivere al Ministro dell’Economia Giovanni Tria, chiedendo un pronto intervento.

Il bando secondo ciò che scrivono i tre e secondo ciò che riporta il quotidiano “Italia Oggi”, andrebbe immediatamente ritirato. Il controsenso di tutta la questione è evidente, perché il bando prevede specifici requisiti e specifiche competenze richieste a quanti desidereranno candidarsi, segno evidente che le figure ricercate sono di livello elevato. Non può non essere previsto alcun compenso, anche se i tre presidenti sono consci del fatto che da anni sono stati imposti stringenti limiti di spesa alle Pubbliche Amministrazioni in materia consulenze esterne.

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Nello specifico, alle PA è imposto di non superare il 20% della spesa sostenuta nel lontano 2009 e proprio quell’anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze alla voce spese per consulenze esterne aveva zero. In parole povere, dal 2010, il Mef non può affidare consulenze a soggetti diversi da quelli delle segreterie di diretta collaborazione e delle strutture di gabinetto, che non siano gratuite.