Alle viste una beffa per migliaia di pensionati che a partire da aprile riceveranno la comunicazione sui tagli che subirà l'assegno per effetto della perequazione prevista dalla nuova Legge di Bilancio entrata in vigore lo scorso primo gennaio 2019. Si tratta di una sforbiciata prevista dall'esecutivo che consentirà un'entrata nelle casse statali pari a oltre 2 miliardi di euro.

A partire da aprile previsti tagli sugli assegni

Con i nuovi tagli degli assegni previdenziali, infatti, alle casse statali verrebbero assicurati risparmi per circa 2,29 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

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Tuttavia, la rivalutazione non è prevista per gli importi fino a 1.500 euro mensili ma per gli importi superiori verranno apportate delle modifiche. Come recita la nuova circolare diramata dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, infatti, le Pensioni verranno ricalcolate a decorrere dal primo gennaio 2019: "La informiamo che la pensione a lei intestata è stata ricalcolata a decorrere dal primo gennaio 2019, in applicazione dell'articolo 1, comma 260 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145", è quello che vedranno scritto nelle lettere che riceveranno migliaia di pensionati a partire da aprile.

I trattamenti previdenziali, verranno rivalutati in questo modo: del 97% per le pensioni fino a 3 o 4 volte il minimo Inps, del 77% per i trattamenti fra il 4 e 5 volte il minimo; la rivalutazione si applicherà nella misura del 52% per i trattamenti fra 5 e 6 volte il minimo Inps e nella misura del 40% oltre 9 volte il trattamento minimo.

Di Girolamo accusa il Governo: 'pensionati come bancomat'

Stando a quanto affermato da "Qui Finanza", invece, il taglio alle cosiddette pensioni d'oro slitterà al mese di maggio con alcune decurtazioni che vanno dal 15 al 40% per i trattamenti previdenziali che superano i 100 mila euro lordi l'anno.

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Particolare sgomento è giunto dalle parti sociali ed in particolare del segretario generale della Spi Cgil Giuseppe Di Girolamo secondo il quale migliaia di pensionati continuano ad essere il bancomat dell'esecutivo visto che, a partire da aprile saranno costretti a restituire parte dell'aumento ricevuto a partire dal primo gennaio 2019. Con la nuova Legge di Stabilità, infatti, tutti i pensionati con un assegno pari a 1.537 euro lordi mensili dovranno mettersi nuovamente le mani in tasca per pagare il conto della nuova manovra finanziaria: "Non possiamo tollerare i continui attacchi alle pensioni come se fossero frutto di privilegi", ha spiegato ancora lo stesso Di Girolamo.