L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sta iniziando a inviare delle comunicazioni mediante le quali informerà i pensionati sui tagli ai loro assegni pensionistici tramite un calcolo di conguaglio che è previsto dalla manovra varata lo scorso 30 dicembre dall'attuale governo. Gli importi saranno così rivalutati nel mese di aprile per permettere l'ingresso di poco più di 2 miliardi di euro nelle casse dello Stato.

Arrivano i tagli sugli assegni pensionistici

Da aprile arriveranno a milioni di pensionati italiani delle comunicazioni da parte dell'Inps che informeranno sui tagli all'assegno pensionistico previsto dalla manovra che è stata varata il 30 dicembre del 2018 dal governo giallo-verde.

La nuova legge di Bilancio ha stabilito quindi delle “sforbiciate” che dovrebbero far entrare 2,29 miliardi di euro nelle casse dello Stato nell'arco di tre anni. Il ricalcolo sarà effettuato con i parametri dell'anno 2000. Secondo quanto riporta il quotidiano “Il Messaggero” la circolare metterà a disposizione degli utenti pochissime informazioni in merito. Ad ogni modo le rivalutazioni degli assegni pensionistici saranno disposte su una tabella che riporterà le trattenute. Per le Pensioni superiori fra 3 e 4 volte il minimo la rivalutazione toccherà il 97%, fra 4 e 5 volte il minimo del 77%, fra 5 e 6 volte il 52%, per arrivare al 40% oltre le nove volte il minimo. Nel mese di maggio ci sarà un taglio ulteriore per le pensioni più alte, dettaglio che renderà questo provvedimento ancora più “scottante”.

Differenze con il vecchio meccanismo e gli effetti del nuovo

Prima della nuova manovra, il sistema di rivalutazione pensionistico aveva percentuali dal 100% al 75% applicate sugli scaglioni della pensione. Il vecchio meccanismo dunque era stato ideato per poter adeguare poi la pensione in caso di inflazione, dunque più vantaggioso per i contribuenti. Con la manovra del 30 dicembre questo adeguamento all'inflazione sarà praticamente dimezzato, e queste “perdite” non saranno più recuperabili in alcun modo.

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Pensioni

Inoltre, queste perdite dovrebbero essere moltiplicate per tutte le rate mensili che il pensionato otterrà nei mesi successivi. Per i pensionati meno abbienti, sarà comunque un taglio di alcuni euro.

L'Inps ha precisato che, essendo stata varata solamente a dicembre e dunque "attiva" da Capodanno, non c'è stato il tempo materiale per applicare queste modifiche a partire da gennaio, attuandola solamente ora.

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