Il cosiddetto decretone sta per terminare l'iter parlamentare a Montecitorio. Oggi 20 marzo, infatti, la Camera dovrà porre la fiducia sui nuovi correttivi apportati al testo riguardanti i temi in materia previdenziale. Si tratta degli emendamenti presentati dalle varie forze politiche sul reddito di cittadinanza e su Quota 100.

Attesa la votazione definitiva alla Camera

Le dichiarazioni di voto sulla fiducia al maxi decreto unico si terranno alle ore 18:15 mentre la votazione per appello nominale avverrà alle 19:35.

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Successivamente si dovrà passare al voto finale atteso per giovedì 21 marzo per poi passare in Aula al Senato per la terza lettura che dovrebbe portare alla conversione in legge definitiva. Tuttavia, il Governo Conte avrebbe già posto la fiducia sul disegno di legge su iniziativa del Ministro per i Rapporto con il Parlamento Riccardo Fraccaro.

Numerose le novità che sono state introdotte come correttivi al cosiddetto decretone: dall'estensione del reddito di cittadinanza alle famiglie con disabili, all'incremento della soglia fino ai 45 mila euro per la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio per gli statali e all'abrogazione del tetto dei 45 anni di età anagrafica per il riscatto agevolato degli anni di laurea ai fini pensionistici.

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Sono questi gli argomenti principali sui quali si dovrà votare la fiducia prima del passaggio del testo al Senato e la successiva conversione in legge.

Pd e Forza Italia contrari ai correttivi del decreto

Stando a quanto affermato da "Qui Finanza", però, a margine della riunione per decidere sulla fiducia è giunta la contrarietà del Partito Democratico: "È una vergogna. Le relatrici non sanno neanche spiegare gli emendamenti che hanno firmato.

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Pensioni

Siamo al caos totale e non tornano neanche le coperture del provvedimento indicate dal Governo", hanno spiegato i dem.

Anche i deputati di Forza Italia, hanno abbandonato la seduta per protestare contro l'operato dell'esecutivo. focalizzandosi sulle risorse finanziarie che il Governo giallo-verde non è in grado di garantire per coprire gli interventi introdotti nel decretone. Inoltre, molte criticità sono sorte in merito all'esclusione della categoria degli esodati: difatti, l'emendamento inerente al pensionamento anticipato di circa 1.300 lavoratori rimasti penalizzati dalla Riforma Fornero è stato bocciato in Commissione Bilancio alla Camera a causa della difficoltà dell'esecutivo nel reperire le risorse necessarie.

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