La riunione tenutasi ieri presso il Ministero dell'Istruzione tra il ministro Marco Bussetti e i sindacati confederali si è risolta in un nulla di fatto: i rappresentanti sindacali hanno confermato lo sciopero dell'intero comparto Scuola-università e Afam per la data del 17 maggio, che coinciderà con la vigilia delle importanti elezioni europee. Questo incontro segue quello che era avvenuto presso il Ministero del Lavoro. Uno dei tanti temi che sono stati affrontati e che destano maggiore preoccupazione è quello del precariato, che ha raggiunto numeri davvero preoccupanti: quest'anno scolastico si è raggiunti la stratosferica cifra di 200 mila supplenti, di cui 120 mila con contratto annuale, situazione che secondo i sindacati dovrebbe peggiorare ancora di più con i pensionamenti annunciati dei baby-boomers e dalla riforma quota 100.

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Le rassicurazioni del Ministro

Il Ministro ha cercato di rassicurare i sindacati presenti all'incontro, preannunciando la pubblicazione del nuovo bando di concorso ordinario per 17 mila maestri e maestre per le scuole elementari e materne, oltre naturalmente ad altre 50 mila assunzioni nel prossimo triennio per le scuole medie e superiori di nuovi docenti, tramite la presentazione del prossimo concorso; di queste 50 mila, ve ne saranno anche 8 mila per la figura del sostegno nella scuola. Il Ministro inoltre ha voluto rassicurare la categoria dei precari, annunciando che nel nuovo concorso, questi avranno una corsia preferenziale tramite i punteggi che gli verranno assegnati ed in più è prossimo l'aggiornamento della graduatoria a esaurimento.

I motivi della protesta e dello sciopero

I sindacati restano della loro idea di protesta anche dopo le rassicurazioni e gli impegni presi dal Ministro di portate la loro voce al Consiglio dei Ministri che si terrà l'8 aprile, per poter ottenere un impegno preciso da parte del governo e stanziamenti finanziari nel prossimo documento di Programmazione Economica e Finanziaria.

Nel comunicato della Fic-Cgil si fa sapere che, anche se si prende atto dei buoni propositi del Ministro, la protesta va avanti perché mancano gli stanziamenti di risorse per aprire la trattativa del rinnovo dei contratti, che c'è netta opposizione all'autonomia differenziata, che vi è necessità di un piano di assunzioni straordinario ormai da molti annunciato ma ancora non avvenuto e, non per ultimo, che serve anche un aumento di investimenti per il comparto istruzione e conoscenza in generale.

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Quindi anche per questi motivi resta immutata la decisione dei sindacati di scioperare nella giornata del 17 maggio.