Quello del reddito di cittadinanza è uno degli argomenti che tiene banco oramai da tanto tempo e che continua a suscitare numerose discussioni e polemiche. In queste ore, infatti, è entrata ufficialmente nel vivo la cosiddetta fase 2 di tale strumentazione che, dopo una prima fase piuttosto travagliata, dovrà tentare di riparare agli errori fatti e di dimostrare ai cittadini la funzionalità dell'intervento tanto voluto dal nuovo Governo. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, sono partite le prime telefonate da parte dei centri per l'impiego a coloro i quali hanno avuto accesso al reddito di cittadinanza nel mese di aprile, per indirizzarli verso un percorso formativo o professionale.

Chi sarà contattato, avrà fissato un appuntamento in sede, con l'avviso che chi non si presenterà potrebbe subire delle sanzioni.

Reddito di cittadinanza: si parte con la fase 2, chi non si presenta al colloquio rischia la sanzione

Questa chiamata riguarderà ben 120mila famiglie, ovvero il 24% della platea iniziale di beneficiari. Una chiamata che in realtà sarebbe dovuta avvenire già a partire da maggio, cioè entro i trenta giorni dal momento in cui è stato riconosciuto il reddito di cittadinanza agli interessati.

Stando a quanto si apprende dalle comunicazioni ufficiali, chiunque non si dovesse presentare al colloquio andrà incontro a delle sanzioni piuttosto severe e rischierà addirittura di perdere il reddito di cittadinanza. Dopo aver ricevuto la somma per ben tre mesi senza dover fare nulla in cambio, adesso per i beneficiari è giunto il momento di rimboccarsi le maniche. Il restante 76% dei soggetti beneficiari, invece, risultando destinario di misure di inclusione sociale o di pensione di cittadinanza, non presenta alcun obbligo di essere inserito nel mondo lavorativo.

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Al terzo appuntamento mancato, il beneficiario perderà il reddito di cittadinanza

Come già detto, chi non si presenterà alla convocazione da parte dei centri per l'impiego potrebbe vedersi sospeso il reddito di cittadinanza per un mese. Se ciò dovesse avvenire anche per una seconda chiamata, il beneficio verrà interrotto per due mesi. Al terzo colloquio declinato, il beneficio economico sarà definitivamente tolto al soggetto. In più, dovrebbero esserci anche delle decurtazioni per tutti coloro i quali, a seguito dell'avvio di un percorso di reinserimento professionale, non dovessero partecipare alle iniziative di orientamento oppure ai progetti a loro destinati.

Insomma, la fase 2 è oramai entrata nel vivo e ben presto potremo veramente capire se questo tipo di intervento porterà veramente i suoi frutti.

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