Tra i precari storici del mondo scolastico, con riferimento in particolare alla Scuola primaria e alla scuola dell’infanzia, troviamo gli insegnanti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s 2001/2002 e gli insegnanti in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria.

Il Ministro Bussetti, per risolvere il prima possibile il problema della precarietà, sta procedendo, come promesso, nell’indizione dei concorsi ai fini delle assunzioni in ruolo nei prossimi anni scolastici. Ma davvero il precariato verrà risolto a breve? E perché continua la querelle tra Sfp e Dm?

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Concorso straordinario, straordinario bis e ordinario

Il concorso straordinario (detto "concorso riservato") rivolto agli insegnanti sfp e Dm è stato bandito a novembre, e in molte regioni si stanno ultimando le prove orali. Si presume che le graduatorie di merito straordinarie regionali vengano pubblicate entro la fine di luglio, ma è molto dubbiosa la possibilità che vi si possa attingere già per le assunzioni in ruolo per l’a.s 2019/2020, dovendo "pescare" ancora dalle Graduatorie ad Esaurimento e dalle Gm 2016.

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Si prospetta inoltre la possibilità di un concorso straordinario bis, rivolto forse a tutti quegli insegnanti rimasti esclusi dallo straordinario perché non in possesso del requisiti delle due annualità di servizio, magari per pochi giorni. Questo concorso gioverebbe non solo ai Dm ma anche agli sfp. Nero su bianco però non è ancora stato messo riguardo questa ipotesi. Sta di fatto che, qualora fosse bandito, le relative graduatorie di merito andrebbero ad accodarsi a quelle del concorso straordinario.

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Quanto invece al concorso ordinario,sempre limitatamente alla scuola dell'infanzia e primaria, il bando uscirà quasi certamente entro l’estate. Il titolo di studio richiesto anche in questo caso è il diploma magistrale conseguito nei suddetti anni e la laurea sfp. Ma le prove da affrontare saranno 3, non trattandosi in questo caso di una procedura concorsuale "privilegiata".

La protesta dei Dm e la reazione degli sfp

Cosa dunque crea scompiglio tra queste due "categorie" di docenti?

I Dm da sempre lottano per ottenere accesso nelle Gae. E alcuni di loro, non accettando la soluzione del concorso riservato, per protesta si sono recati il giorno del sostenimento della prova orale, firmando ed andandosene, senza affrontare a tutti gli effetti il colloquio. In questo modo il punteggio dovrebbe basarsi solo sul titolo e sui servizi.

Gli sfp però non ci stanno. Il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento ha chiesto a tal proposito che il Miur possa intervenire di fronte a questa anomala procedura concorsuale. Il riferimento normativo a cui fa appello è l'art.

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10.2 del bando, in cui si parla espressamente della sottoposizione dei candidati alla prova orale. Il coordinamento, in particolare, chiede di controllare che questi comportamenti di protesta da parte dei diplomati magistrale siano stati verbalizzati con conseguente esclusione degli stessi dalle graduatorie di merito che verranno a breve stilate. In caso contrario si tratterebbe di falso in atto pubblico.

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I laureati sfp si sentono dunque danneggiati.

La querelle tra le due "categorie" di insegnanti sembra non aver fine.

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