Nel discorso del Presidente Conte alle Camere, lo stesso Premier ha confermato come il taglio del cuneo fiscale sarà lo strumento che il governo vuole varare. Tagliare il cuneo fiscale significa tagliare il costo del lavoro. Conte ha spiegato che l'intervento verterà su un taglio per i lavoratori, che di fatto si vedrebbero così, aumentare la busta paga a fine mese. Saranno soprattutto i redditi medio bassi ad essere interessati da questa operazione. Sul quotidiano "Il Giornale" però, sembra che l'operazione cuneo fiscale potrebbe rivelarsi per molti lavoratori una beffa.

Come funzionerà il taglio del cuneo fiscale

Sarà come di consueto il Ministro dell'economia a mettere a punto la misura. Roberto Gualtieri sarà quello su cui graverà il compito essendo lui il nuovo titolare del Mef. Un compito arduo soprattutto perché dalle parole del Premier pare che l'idea sia di inserire subito il taglio nella prossima legge di Bilancio. Per le persone che rientrano in determinati limiti reddituali, si tratterà di un bonus in busta paga, una specie di nuovo bonus Renzi, ma esteso anche a chi è sotto gli 8.000 euro di reddito, cioè gli incapienti fino ad oggi esclusi dal bonus Irpef dell'ex Presidente del Consiglio e sindaco di Firenze.

E le imprese?

L'operazione dovrebbe costare circa la metà di quanto si spese per la misura renziana. 5 miliardi di euro anziché 10 perché non sarà un bonus vero e proprio, ma saranno minori entrate per lo Stato riducendo la pressione fiscale sui lavoratori. Sembrava che l'idea fosse di estendere il benefit anche per le imprese, ma si ipotizza di circoscrivere la misura solo a lavoratori dipendenti delle fasce reddituali medio basse.

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Cos'è e come funziona il taglio? Il cuneo fiscale è l'insieme delle voci presenti in busta paga che si sottraggono allo stipendio lordo dando naturalmente il netto in busta, cioè i soldi che per davvero finiscono nelle tasche dei lavoratori. Per quello che si evince, il nuovo esecutivo non dovrebbe toccare il sistema previdenziale e pertanto, tra le voci che verranno tagliate come prelievo fiscale, non dovrebbero esserci novità per quanto riguarda i contributi previdenziali né per il trattamento di fine rapporto.

Non è chiaro quali Tasse il governo vorrà ritoccare a favore dei lavoratori ma prendendo ad esempio il bonus Renzi, dovendo essere una misura che offra qualcosa in più, andando ad assorbire proprio il bonus renziano nonché le detrazioni per lavoro dipendente che gioco forza potrebbero sparire, sacrificate sull'altare del cuneo, una riduzione di platea, come spiega il quotidiano "Il Giornale" è assai ipotizzabile.

In pratica, se il bonus Renzi è erogato a soggetti con redditi tra gli 8.000 ed i 26.600, dal momento che l'idea è di aiutare anche gli incapienti, la misura potrebbe essere bloccata a lavoratori con redditi fino a 20.000 euro annui. Il quotidiano del direttore Alessandro Sallusti parla quindi di beffa. Inoltre, essendo il cuneo fiscale, in parole povere, la differenza tra ciò che un dipendente costa al datore di lavoro rispetto a ciò che il lavoratore riceve come salario netto, occorrerà vedere dove vorrà andare a parare il nuovo esecutivo.

Se il taglio del cuneo riguarderà l'Irpef è assai probabile che ai lavoratori qualcosa in busta paga finisca realmente. Invece, se la tassa che si taglierà sarà l'Irap, ai lavoratori potrebbe non finire nulla in più di quanto percepito fino ad oggi, senza considerare che gli verrebbero meno gli 80 euro di Renzi e forse anche le detrazioni da lavoro dipendente che abbattono, loro si, per davvero l'Irpef. Ribadiamo che si tratta ancora di ipotesi, che non c'è nulla di sicuro visto che la manovra è ancora all'inizio della sua stesura e che bisognerà vedere se il governo troverà davvero i fondi per questa riforma fiscale.

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