Il mese di novembre ha portato nuove speranze alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore metalmeccanico relativamente al nuovo contratto per il triennio 2020-2022 con l'incontro non tanto decisivo quanto risolutore ottenuto dalle principali sigle sindacali con i maggiori organi del comparto, ovvero Federmeccanica e Assistal. Risolutore appunto poichè, vista l'imminente scadenza del 31 Dicembre 2019 del contratto in essere, nell' incontro tenutosi al Cnel, i rappresentanti di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm hanno avanzato la medesima proposta mostrandosi, sin dalle prime battute, determinati ed uniti.

Contratto metalmeccanici, i termini delle proposte dei sindacati

Nel tavolo delle trattative le proposte avanzate hanno toccato diversi punti, tra i quali l' aumento delle spettanze economiche dell' 8% equivalente a circa 153,00 euro per i lavoratori inquadrati nei livelli più bassi. In tema mercato del lavoro le associazioni dei lavoratori hanno richiesto la concessione di più diritti e tutele migliorando anche la gestione degli appalti se necessario al fine di contrastare la crescente precarietà e di assicurare al dipendente una formazione continua e di alto profilo.

Tutto ciò senza dimenticare altri due temi ritenuti fondamentali e che i sindacati si sono premurati di mettere in risalto: la previdenza integrativa e la sanità integrativa. Obiettivo primario è quello di rafforzare e migliorare i fondi Mètasalute e Cometa destinati rispettivamente a fondo sanità e fondo previdenza integrative.

Queste sono le dichiarazioni rilasciate a proposito delle trattative sul rinnovo dal segretario Uilm Palombella secondo cui le risorse supplementari che arriverebbero dall' aumento contrattuale servirebbero ”a dare maggior potere d'acquisto ai lavoratori per far ripartire un Paese che si trova in una situazione di stagnazione economica".

Le risposte di Federmeccanica alle richieste ricevute

Di diverso avviso è sembrata Federmeccanica che non intende avallare l'aumento contrattuale prospettato dalle associazioni dei lavoratori. Il motivo risiede nel fatto che tale concessione avrebbe ripercussioni negative visto che comporterebbe un ulteriore aumento dei costi fissi già gravosi per le imprese con il risultato di peggiorarne la competitività.

Inoltre, sempre secondo i vertici di Federmeccanica un eventuale aumento del contributo a carico delle imprese per il fondo Cometa potrebbe permettere ai lavoratori di avere una retribuzione differita più alta sotto forma di pensione integrativa.

Le parti hanno deciso di ritrovarsi a fine novembre

Negli incontri già calendarizzati per il 27 novembre e il 10 dicembre le parti verosimilmente si avvicineranno e giungendo a ratificare un accordo per il contratto di circa 1.500.000 di lavoratori che, ad oggi, sembra ancora piuttosto lontano.

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Intanto le sigle sindacali hanno indetto Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm hanno indetto uno sciopero davanti al Ministero contro le politiche energetiche di Enel per salvaguardare i diritti dei lavoratori anche in ambito locale. A tal proposito le associazioni dei lavoratori hanno dichiarato: "È il tempo del rispetto e delle tutele", tema strettamente collegato alle rivendicazioni avanzate in sede nazionale per la trattativa per il rinnovo del contratto.

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