La neo ministra del Lavoro, la pentastellata Nunzia Catalfo, ha proposto di inserire nella manovra 2020, che sta seguendo l'iter di approvazione tra Camera e Senato, un bonus per tutelare le neomamme nel mondo del lavoro.

La proposta oltre a salvaguardare le donne, molte delle quali costrette a lasciare il proprio posto di lavoro dopo il primo anno di maternità, deve essere intesa anche come incentivo all'aumento della natalità.

Bonus neomamme, i termini della proposta avanzato dalla ministra del lavoro

Il Bonus oggetto della proposta riguarda due fondamentali punti enunciati nel testo della misura lanciata dal ministero del Lavoro.

Il primo termine riguarda l'esonero contributivo pari al 100%, fino ad un massimo di 36 mesi, per il datore di lavoro che voglia mantenere a lavoro le neomamme lavoratrici. Un secondo punto altrettanto importante riguarda la conferma del divieto di licenziamento per le lavoratrici di rientro dalla maternità entro i primi 24 mesi dalla nascita.

Secondo i calcoli stimati, sono circa 35 mila all' anno gli abbandoni dell'occupazione da parte di lavoratrici per cause strettamente connesse alla maternità.

Critiche ed opposizioni al bonus per le neomamme all'interno dell'esecutivo

Nonostante la proposta non sia ancora stata definita, ma si trovi tutt'ora in fase di studio all'interno delle stanze del Ministero del Lavoro, le indiscrezioni emerse sono state già oggetto di critica all' interno del governo stesso.

La misura proposta dal Movimento 5 Stelle ha causato nuove frizioni con gli alleati di governo del Pd come si evince dalle dichiarazioni rilasciate in merito dalla vicecapogruppo del Pd alla Camera Chiara Gribaudo.

La stessa Gribaudo ha tenuto a sottolineare che la proposta, tra l'altro già avanzata precedentemente dalla Lega, era stata a suo tempo criticata ed osteggiata dal PD in quanto non avrebbe senso premiare le imprese solo perchè rispettano regole già esistenti.

Inoltre la vicecapogruppo del Pd ha commentato aggiungendo che questa proposta assumerebbe contorni discriminatori in quanto "norma che certifica le disuguaglianze".

A detta della Gribaudo, l'intento del Pd è chiedere politiche che sanciscano la parità, non che certifichino disuguaglianze; le donne che lasciano il posto di lavoro dopo una maternità preferirebbero avere più rispetto per il loro diritti, servizi, asili nido.

Secca la risposta da fonti interne al Ministero del Lavoro dalle quali si ribadisce la bontà dell'intento della proposta dato che non vi sarebbe alcuna discriminazione nel conferire un piccolo riconoscimento al datore di lavoro che ha a cuore le sorti lavorative di una donna con un figlio neonato.

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