Si sono presentati in oltre 4.500 ieri a Pesaro per la prima prova del concorso per 30 posti di infermiere, indetto dall'Azienda sanitaria locale di Lanciano Vasto e Chieti. Ma potevano essere quasi 8 mila, quante erano le domande presentate all'Asl abruzzese per partecipare alla selezione e sperare nell'agognata assunzione nella sanità. Un numero talmente grande, che gli organizzatori del concorso hanno deciso di "emigrare" nelle Marche per far svolgere la prima prova: un questionario a risposta multipla.

La scelta è caduta sul Vitifrigo Arena di Pesaro, capace di contenere migliaia di persone. E infatti ne sono giunte da tutta Italia 4.438, tutte pronte per conquistare solo 30 posti di lavoro, ma a tempo indeterminato. E questa forse, il tempo indeterminato che in Italia ormai è divenuto una rarità, a volte un miraggio, è stata la molla che ha fatto scattare in molti giovani e meno giovani la voglia di tentare almeno la sfida.

Decine di pulmann da tutto l'Adriatico

Nel palazzetto della città del Nord delle Marche sono arrivati decine di pulmann dall'Abruzzo certo, ma anche dalla Puglia, dall'Emilia-Romagna e naturalmente dal pesarese, causando anche qualche problema al traffico locale, ma senza provocare blocchi.

Alcuni degli aspiranti infermieri, che già lavorano con contratti precari in cooperative e società simili, senza avere alcuna garanzia di stabilità, erano partiti alle 3 del mattino per essere puntuali all'appuntamento di Pesaro e non mancare l'occasione della vita. Poi tutti quanti, in maggioranza uomini e donne di età inferiore ai 40 anni, senza resse, ma diligentemente hanno seguito le procedure e poi svolto il compito loro assegnato: rispondere ad un questionario in solo mezz'ora di tempo.

Un turno al mattino, e l'altro nel pomeriggio.

Mille passeranno la prima prova

Solo mille di loro però ce la faranno a superare la prima prova e ad approdare agli esami veri e propri del concorso bandito dall'Asl di Lanciano, prove che si terranno entro febbraio in Abruzzo. E l'esito verrà comunicato già a partire dal 10 gennaio. I mille migliori, più bravi, più preparati e magari anche più fortunati.

Ma anche per loro non sarà poi per nulla facile classificarsi tra i primi 30 della graduatoria, o lì vicino per sperare poi forse in uno scorrimento e in un posto libero. Nonostante tutto valeva la pena provarci, vivere un esperienza e fare anche centinaia di chilometri per un posto di lavoro fisso e a tempo pieno. Quelli arrivati a Pesaro, compresi molti giunti con la propria auto da tutta la costa adriatica, erano determinati a far bene e a sperare nel successo finale. Se poi non andrà come sperano, tenteranno un altro concorso pubblico in sanità. Hanno studiato per questo e vogliono avere un futuro nel loro Paese, soprattutto i neolaureati o quelli che non hanno mai praticato il mestiere per assenza di opportunità.

Ci proveranno finché sarà possibile e il sistema sanitario nazionale avrà bisogno di loro.

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