Il governo Conte bis ha scelto di far andare ad esaurimento Quota 100. La misura previdenziale opzionale, secondo le scelte in vigore, cesserà di esistere alla fine del 2021. Questo potrebbe generare un cosiddetto effetto 'scalone'. Del problema se ne è parlato nel corso della trasmissione di La 7 Di Martedì condotta da Giovanni Floris. Si è posto, infatti, l'accento sul fatto che l'eventuale definitiva abolizione di Quota 100 comporterebbe che i primi esclusi, a partire dal 2022, potrebbero essere costretti a lavorare cinque o sei anni in più rispetto a chi ne ha potuto beneficiare.

Ad esprimersi sulla questione, tra gli ospiti, c'era la professoressa Elsa Fornero. L'ex Ministro del governo Monti ha sottolineato come Quota 100 dovrebbe intanto subire un 'decalage' per limitare un eventuale effetto scalone.

Allo studio una nuova Quota 100 per evitare scalone

Nel servizio proposto da Di Martedì si pone l'esempio di una signora che, ad agosto 2021, avrà sia requisiti anagrafici che contributivi per aderire a Quota 100. Dal 2022, però. la possibilità di andare in pensione potrebbe spostarsi di cinque anni, dando vita al cosiddetto "effetto scalone".

Venendo meno Quota 100 si tornerebbe, infatti, alle uscite previste della legge Fornero. Contrariamente a quanto si rischia di fraintendere dagli scontri politici, la norma previdenziale introdotta dal governo Monti non ha mai cessato di essere in vigore. Semmai, negli ultimi anni, è stato possibile superarla attraverso opzioni come le varie Ape Social, Ape Volontaria, Opzione Donna e così via.

Nel 2022, senza nuove misure opzionali, si potrebbe uscire dal mondo del lavoro attraverso la pensione di vecchiaia o quella anticipata.

Nel primo caso sarà necessario avere raggiunto i 67 anni di età. L'altra via, indipendentemente dal dato anagrafico, sarebbe percorribile con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Fornero ritiene che vada evitato l'effetto scalone dopo Quota 100

Inevitabile, dunque, rivolgersi ad Elsa Fornero per avere possibili chiarimenti sul futuro. "È difficile - ha evidenziato - dire cosa succederà".

Allo stesso tempo, però, ha provato a tracciare delle linee guida: "Nessun governo può permettersi uno scalone di questo tipo, a meno che la situazione peggiori drammaticamente e la politica dica: si accomodino i tecnici".

A suo avviso occorrerebbe iniziare a parlare chiaro e soprattutto a fare qualcosa sul piano tecnico per limitare l'effetto scalone: "È importante cominciare a dire credibilmente che Quota 100 non sarà mantenuta per il futuro"."Bisognerebbe cominciare a fare qualcosa per il 2021. Un piccolo 'decalage' di Quota 100 perché l'ipoteca che si mette sull'azione del governo futuro è molto forte".

Con decalage si vuole far intendere l'ipotesi di requisiti leggermente più alti per l'anno 2021 per aderire a Quota 100, in maniera tale da limitare l'effetto scalone per il 2022. In attesa di capire se ci saranno, naturalmente, nuove soluzioni.

E non mancano le punzecchiature alle scelte sulla Legge di Bilancio: "Ho trovato paradossale che un Ministro si sia dimesso perché non sono stati trovati 2 miliardi per scuola e università, al contempo spendiamo decine di miliardi per mandare in pensione chi potrebbe magari continuare a lavorare". "Non sto parlano di attività gravose o usuranti" ha chiarito.

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