Il 3 febbraio si è svolto un incontro tra rappresentanti del Governo e sindacati sul tema delle pensioni. L'argomento specifico dell'appuntamento al Ministero del Lavoro è stata la pensione di garanzia per i giovani e per le carriere discontinue. E di carriere con buchi contributivi si è parlato ieri sera nel consueto appuntamento settimanale con la trasmissione DiMartedì su La7. Un servizio dell'inviata Silvia Ciufolini ha riportato in auge la pace contributiva. Si tratta della misura con la quale si possono riscattare gli anni di buco contributivo per poter raggiungere i requisiti minimi per le Pensioni.

In pensione 3 anni prima, ma pagando di tasca propria

La pace contributiva è una misura nata con la legge di Bilancio del primo Governo presieduto da Giuseppe Conte, quello dei due vice Presidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ed è proprio questo strumento che potrebbe andare in aiuto ad una ragazza intervistata dall'inviata di La7. Si tratta di una lavoratrice che ha aperto un bar e ora ha un contratto a tempo indeterminato come barista, ma che dal 2012 ha 2 anni e 2 mesi di vuoto contributivo essendo stata disoccupata senza copertura da ammortizzatori sociali.

In pratica, due anni senza contributi che incideranno negativamente sulla maturazione del diritto alla pensione. La ragazza, allo stato attuale delle cose, dovrebbe andare in pensione nel 2059. Ma i due anni e due mesi di contributi mancati potrebbero essere coperti dalla pace contributiva. Riempiendo quel buco, la ragazza potrebbe andare in pensione ad agosto del 2056, più o meno 3 anni prima. Alla lavoratrice però viene richiesto un corrispettivo in danaro per coprire i 2,2 anni di buco.

Infatti la pace contributiva è uno strumento oneroso, che prevede un riscatto dei periodi di vuoto contributivo solo dietro corrispettivo.

Agevolazioni fiscali e dilazione del pagamento

A conti fatti la ragazza per poter riempire i due anni e due mesi mancanti dovrebbe versare 16.500 euro. Tanto valgono 2,2 anni di copertura contributiva con questo strumento. La normativa prevista per la pace contributiva prevede però due agevolazioni per questa ragazza.

In primo luogo una agevolazione fiscale che ne abbatte drasticamente il costo. E poi c'è anche la possibilità di rateizzare il tutto. La detrazione fiscale permette di scaricare dal reddito il 50% di quanto speso. Grazie a questo incentivo per la ragazza il costo complessivo del riscatto di due anni e due mesi di vuoto contributivo scende ad 8.250 euro. La normativa inoltre consente la dilazione del pagamento fino a 120 rate, cioè in 10 anni. Per la lavoratrice in questione si tratterebbe di una rata da 68 euro al mese. Una cosa da sottolineare per chi fosse interessato è che gli anni riscattabili con la pace contributiva sono quelli non coperti da alcuna contribuzione che si trovano tra il primo e l'ultimo anno di contributi versati.

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