Niente click day come aveva ipotizzato il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico qualche giorno fa parlando della misura di aiuto ai lavoratori autonomi che il governo ha varato nel decreto del 17 marzo. L’ipotesi di ridurre ad un solo giorno la possibilità di presentare le domande, in modo tale da scremare la platea dei beneficiari e far rientrare le erogazioni nei soldi stanziati, è stata smontata dal governo. Le partite Iva e gli autonomi che richiederanno i 600 euro di bonus saranno dunque tutti accontentati.

Anche i lavoratori stagionali del turismo o quelli in agricoltura possono stare tranquilli: le cifre stanziate sono del tutto sufficienti. Adesso si resta in attesa delle informazioni da parte dell’Inps e naturalmente, della creazione della procedura per richiedere i benefit, che dovrebbe essere telematica.

Meglio dotarsi adesso delle credenziali di accesso telematiche

Sono 4 milioni circa, come riporta il quotidiano “Il Messaggero”, i lavoratori autonomi interessati dal bonus da 600 euro per il mese di marzo.

Per quanto concerne gli stagionali tutti, cioè agricoli, del turismo e dello spettacolo, sono in tutto 800.000 le persone che costituiscono la platea dei potenziali aventi diritto all’indennizzo, che anche in questo caso consta di 600 euro una tantum per il mese di marzo.

Stando alle indiscrezioni lanciate da parte dell’Istituto Previdenziale, ancora qualche giorno di attesa e poi tutto sarà pronto, con circolari esplicative e procedura operativa messe in atto.

La procedura sarà inevitabilmente quella telematica, probabilmente mediante accesso alla sezione “My Inps” dell’Istituto, l’area dedicata a cittadini e imprese per fruire dei servizi on line dell’Istituto. Per avere accesso a questa area, ma anche per sfruttare il canale telefonico dell’Inps, occorre dotarsi di credenziali di accesso ai servizi digitali Inps. Occorre richiedere quindi il Pin e per chi ancora non lo ha, meglio affrettarsi in vista dell’imminente avvio della procedura telematica di richiesta bonus.

Il rilascio del Pin da parte dell’Istituto non avviene in tempi rapidi: una parte del codice arriva subito, la restante viene fatta recapitare per posta al domicilio del richiedente. In genere passano una decina di giorni almeno per avere tutto il Pin funzionante. Fatto questo, bisognerà richiedere la conversione in Pin dispositivo, l'unico adatto a richiedere prestazioni economiche online sul sito dell'ente. In alternativa, si può richiedere lo Spid, che da accesso a tutti i servizi telematici della Pubblica Amministrazione, Inps compreso. Ottenere lo Spid è più rapido e consigliabile per chi adesso non ha modo di avere accesso ai servizi telematici dell’Inps.

Le dotazioni finanziarie basteranno

Il paventato rischio che le risorse stanziate non bastino per coprire tutta la platea dei lavoratori autonomi a cui si dovranno erogare i soldi è del tutto nullo. Lo hanno ribadito a chiare lettere molti rappresentanti del governo tra cui il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Gli stanziamenti del decreto “Cura Italia”, che sono in tutto 25 miliardi, basteranno. Inoltre il governo ha aperto alla possibilità, se fosse necessario, di mettere mani ai fondi, spostandoli da un provvedimento all’altro. Per esempio, il voucher baby sitter, altra misura prevista dal decreto, è nato in uno scenario che parlava di scuole chiuse ma con genitori al lavoro.

Uno scenario che adesso è cambiato, perché molti genitori sono a casa perché non possono lavorare e altri utilizzano il lavoro da casa (cosiddetto smart working). Ciò significa che con tutta probabilità, i soldi per i voucher sono molti di più di quelli che serviranno con la conseguenza che potranno essere destinati ad altri usi.

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