Bonus Inps di 500 euro ai colf e badanti solo se non conviventi: è l'ultima novità verso la quale si indirizzerebbe il lavoro dei tecnici del Ministero del Lavoro e di quello dell'Economia in vista del decreto di aprile sulle misure a favore dei lavoratori e delle famiglie. Con una ulteriore ipotesi di un bonus da 300 euro per i lavoratori domestici conviventi ma che assistano, all'interno della famiglia, persone disabili o gravemente malate. Sono questi i due punti che riguardano l'indennità della categoria dei lavoratori domestici rimasti senza tutele dal primo decreto del 17 marzo 2020, il "Cura Italia", con misure di indennità che dovrebbero coprire i mesi di aprile e di maggio.

Il nuovo decreto è atteso per la fine di questa settimana, ma non è escluso che arrivi entro giovedì 30 aprile.

Bonus Inps, indennità 500 euro solo a colf e badanti non conviventi

E', dunque, tutto da definire il bonus Inps 500 euro a favore dei colf e dei badanti che hanno dovuto sospendere il proprio rapporto di lavoro nel periodo di emergenza sanitaria. Non si tratterà, probabilmente, di un aiuto diretto alle famiglie (in questo caso nelle vesti di datrici di lavoro), ma comunque ci sarà un coinvolgimento dei nuclei. La novità dell'ultima ora riguarda il cambio di prospettiva per beneficiare dell'indennità: non sarebbero più la tipologia di contratto e le ore lavorare (part-time o tempo pieno) le discriminanti per l'ottenimento del bonus e il relativo importo, ma il tipo di rapporto con la famiglia, ovvero se si è conviventi o non conviventi.

In questa nuova ottica, il bonus spetterebbe solo ai colf e badanti non conviventi che, proprio per l'approssimarsi dell'emergenza sanitaria, hanno dovuto sospendere o ridurre la propria attività domestica. Dare il bonus ai domestici non conviventi ha una ratio: infatti, la paura del contagio, anche solo prendendo un mezzo pubblico per raggiungere l'abitazione di lavoro, ha portato molte famiglie e lavoratori domestici ad interrompere il rapporto di lavoro.

Colf e badanti regolari: ipotesi bonus Inps 300 euro e disoccupazione Naspi se licenziati

Ma, nella stragrande maggioranza, dei casi si tratta di rapporti di lavoro che prevedono la convivenza e che, proprio per questo, non sono stati interrotti: dunque, il bonus 500 euro non avrebbe una giustificata causa di erogazione.

In ogni modo, per i regolari che siano stati licenziati, scatterebbe la possibilità di ricorrere all'indennità di disoccupazione Naspi. Individuare, dunque, la platea dei beneficiari del bonus non dovrebbe essere troppo complicato dal momento che, dalla domanda da presentare all'Inps, si potranno recuperare il codice fiscale e la posizione Inps di colf e badanti. Tuttavia, tra le varie ipotesi vi è anche quella di assicurare un bonus del valore di 300 euro a favore dei collaboratori domestici conviventi, assunte in famiglie dove compaia almeno una persona disabile oppure gravemente malata.

Resiste ipotesi di bonus da 200 a 400 euro a colf e badanti regolari

Accanto al bonus 500 euro a favore dei colf e badanti conviventi e non conviventi, non è ancora del tutto superata l'idea di un indennizzo di 200 o di 400 euro a seconda del contratto e dell'orario di lavoro, rispettivamente, part-time o a tempo pieno.

Nell'una o nell'altra ipotesi, in ogni modo, si tratta di un passo in avanti decisivo per la categoria dei lavoratori domestici, soprattutto in rapporto all'esclusione avvenuta nel primo decreto dell'emergenza sanitaria, il "Cura Italia" del 17 marzo 2020. Sul punto, infatti, è intervenuto il Vicepresidente dell'Assindatcolf, Andrea Zini: "L'aver ottenuto degli ammortizzatori sociali per i badanti e per le colf permette alle famiglie di non licenziarli, ma di sospendere il contratto di lavoro fino al termine dell'emergenza sanitaria".

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