Il governo Conte ricomincia a lavorare sulla riforma delle pensioni e fa ripartire il confronto con le organizzazioni sindacali. Dopo lo stop legato al coronavirus, la riunione tra il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, e i segretari confederali dei sindacati più rappresentativi (Cgil, Cisl e Uil) si è conclusa con l’ok del governo guidato dal premier Giuseppe Conte ad aprire un confronto su alcuni possibili provvedimenti da mettere in campo già nella nuova legge di Bilancio. Dalla proroga del regime sperimentale di Opzione donna a quella dell’Anticipo pensionistico sociale.

Sull’Ape social, inoltre, si starebbe ragionando anche su un eventuale ampliamento. Tra le ipotesi su cui il governo sarebbe disponibile a fare un ragionamento anche quella della Quota 41 per i lavoratori precoci, una delle proposte caldeggiate dai sindacati.

Pensioni, confronto tra il ministro Catalfo e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil

Di questo punto in particolare ha parlato, a margine dell’incontro di due giorni fa tra il ministro Nunzia Catalfo e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, il segretario confederale Uil Domenico Proietti. "C'è stata un'apertura – ha detto il rappresentante sindacale al termine dell’incontro con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali - volta a facilitare l'accesso a Quota 41 per i lavoratori precoci”.

Come già peraltro annunciato nei giorni scorsi, il ministro Catalfo ha preso impegni con i sindacati sull’inserimento, nella nuova legge di Bilancio che andrà all’esame del Parlamento, sia della “proroga dell’Ape sociale – ha dichiarato dopo la riunione il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli - sia quella di Opzione donna”.

Allo studio dell’esecutivo ci sarebbe anche un probabile ampliamento della misura sperimentale ai lavoratori con particolari patologie invalidanti maggiormente esposti al rischio di contagio da coronavirus sia ai disoccupati.

Pensioni, proroga Opzione donna e Ape social nella nuova legge di Bilancio 2021

Non si sa ancora se verrà prorogata o resa strutturale, in ogni caso non dovrebbe essere modificata fino alla sua scadenza naturale la formula Quota 100, una delle misure simbolo del precedente esecutivo giallo-verde che consente l’accesso al trattamento previdenziale a 62 anni con 38 anni di contributi. “Quota 100 non verrà toccata – ha detto il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga a margine dell’incontro con il ministro del Lavoro - fino alla scadenza naturale del 2021, né – ha sottolineato - verranno introdotti meccanismi penalizzanti". Dopo il 2021 comunque si dovrà capire cosa fare: prorogare la Quota 100, modificarla o abolirla per fare spazio a nuove misure di flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione anticipata.

Il prossimo appuntamento tra i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali per affrontare la questione della riforma delle pensioni è in programma il 25 settembre.

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