A Potenza, il 15 settembre 2026, le consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle, Alessia Areno e Viviana Verri, hanno sollecitato la sospensione della procedura di licenziamento e un intervento immediato della Regione Basilicata nei confronti di Tim. Questa richiesta giunge in seguito all'annuncio da parte dei sindacati dell'avvio delle lettere di licenziamento per 350 lavoratori impiegati nel sito di Matera della Callmat.
Richieste di chiarezza e dati sul servizio Tim
Le due consigliere hanno esortato la Regione Basilicata a esigere dalla committenza, ovvero Tim, la presentazione di dati verificabili e trasparenti relativi al servizio.
Nello specifico, sono state richieste informazioni sul volume giornaliero effettivo delle richieste di assistenza ricevute, sul numero di quelle gestite direttamente dagli operatori, e su quante siano invece filtrate, deviate o elaborate da sistemi automatizzati e di intelligenza artificiale. È stato inoltre sollecitato il tasso reale delle chiamate che hanno raggiunto il servizio clienti negli ultimi dodici mesi.
Areno e Verri hanno collegato queste pressanti domande alle recenti dichiarazioni pubbliche del vertice di Tim, che hanno evidenziato un ricorso crescente all'automazione nei servizi di assistenza. La richiesta delle consigliere mira quindi a ottenere una chiara ricostruzione del flusso delle chiamate e dei dati del servizio, con un riferimento diretto alle attività svolte dagli operatori e all'impiego dei sistemi automatizzati menzionati nella loro nota politica.
Le consigliere hanno inoltre chiesto che un tavolo di confronto, che includa Regione, Mimit, azienda, committenza e organizzazioni sindacali, sia convocato immediatamente. L'obiettivo è definire impegni scritti, individuare risorse specifiche e stabilire tempi certi per la risoluzione della vertenza. Contestualmente, è stata annunciata l'iniziativa del deputato pentastellato Arnaldo Lomuti, il quale informerà il Mimit sulla grave situazione occupazionale. Nel loro intervento, Areno e Verri hanno fermamente sostenuto che non spetta ai lavoratori dimostrare la sussistenza del lavoro, ma a chi ha deciso di delocalizzarlo altrove spiegare le ragioni di tale scelta. Hanno infine ribadito che è compito di chi governa impedire la cancellazione di un presidio occupazionale considerato fondamentale per Matera.
La posizione dei sindacati e l'annuncio dei licenziamenti
La vicenda ha avuto inizio il 14 settembre 2026, quando una nota unitaria congiunta dei sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha comunicato che Callmat avrebbe espresso la volontà di avviare le procedure di licenziamento per 350 lavoratrici e lavoratori del sito di Matera. Le sigle sindacali hanno definito questa situazione una “presa in giro”, soprattutto dopo mesi di incontri, tavoli istituzionali e rassicurazioni che avevano alimentato speranze. Di fronte a tale scenario, i sindacati hanno richiesto anch'essi la convocazione immediata di un tavolo che coinvolga Regione Basilicata, Mimit, azienda, committenza e organizzazioni sindacali. Hanno inoltre dichiarato la loro piena disponibilità alla mobilitazione per difendere i posti di lavoro.