L'8 settembre 2026, a Roma, si è registrato un significativo sviluppo nella complessa vicenda dell'ex Ilva di Taranto. Durante un incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali, il governo ha rivolto un appello alle aziende dell'indotto affinché sospendessero le procedure di licenziamento precedentemente annunciate. L'invito mirava a mantenere lo stop ai licenziamenti almeno fino alla decisione della Corte d'Appello di Milano.
La risposta all'appello dell'esecutivo è stata positiva e immediata. Le associazioni Aigi e la confederazione Aepi, riconosciute come le più rappresentative delle imprese coinvolte, hanno accolto la richiesta.
La loro decisione di sospendere le procedure di licenziamento è stata motivata da un dichiarato «senso di responsabilità», sottolineando l'importanza di un approccio condiviso in un momento così delicato per il futuro occupazionale e produttivo dell'area di Taranto.
Il confronto a Palazzo Chigi e la richiesta governativa
Il tavolo di confronto a Palazzo Chigi ha rappresentato un momento cruciale per affrontare il dossier ex Ilva. L'esecutivo ha posto alle imprese dell'indotto una richiesta chiara e circoscritta: fermare le procedure di licenziamento avviate nei giorni precedenti e mantenere tale sospensione fino all'esito del passaggio giudiziario presso la Corte d'Appello di Milano. L'adesione di Aigi e Aepi è stata presentata come una risposta costruttiva e responsabile all'invito governativo.
Nel contesto di questo dialogo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha inquadrato la situazione dell'ex Ilva come una crisi con forti e profonde ricadute sia sul piano occupazionale che su quello sociale. Mantovano ha ripercorso l'impegno del governo fin dal suo insediamento, evidenziando la gestione della complessa situazione dell'ex Ilva, l'esclusione di Arcelor Mittal e le interlocuzioni in corso con l'Unione europea per l'ottenimento delle risorse finanziarie necessarie a garantire la continuità e il rilancio del sito.
Le posizioni di Aigi e Aepi sulla sospensione
Nicola Convertino, presidente di Aigi, ha collegato la decisione di sospendere i licenziamenti al clima di responsabilità istituzionale emerso al termine dell'incontro.
Convertino ha inoltre richiamato le garanzie ottenute sulla continuità produttiva del sito e sull'introduzione di un innovativo processo per la produzione di acciaio green, che prevede l'utilizzo di forni Dri. La scelta di Aigi riguarda specificamente la sospensione momentanea dei licenziamenti collettivi nel periodo che precede la fondamentale decisione della magistratura milanese.
Anche Mino Dinoi, presidente di Aepi, ha espresso la posizione della sua associazione. Dinoi ha presentato l'adesione all'appello governativo come un'azione volta a far emergere l'allarme e le preoccupazioni del territorio di Taranto, sottolineando che l'obiettivo primario delle imprese non era quello di procedere con i licenziamenti, ma piuttosto di richiamare l'attenzione sulla gravità della situazione e sulla necessità di soluzioni concrete per il futuro dell'area.