Un'indagine recente condotta da Noto Sondaggi per il programma Porta a Porta evidenzia un sostanziale equilibrio tra i due blocchi politici principali, prefigurando una sfida elettorale risolvibile sul filo dei decimali.

Il dato sul centrodestra

Per quanto riguarda i singoli simboli, la formazione guidata da Giorgia Meloni mantiene la leadership nazionale raccogliendo il 27,5% dei consensi. Nel versante di maggioranza si distingue l'exploit del movimento fondato da Roberto Vannacci, il quale avanza fino all'8% partendo dal 4,5% registrato all'inizio dell'estate.

Tale incremento permette il sorpasso sulla compagine di Forza Italia, ferma al 7%, mentre la Lega arretra al 5,5% e la componente moderata si posiziona all'1,5%.

Escludendo il contributo del generale, la compagine governativa ottiene complessivamente il 41,5%; con l'inclusione di Futuro Nazionale, invece, la quota salirebbe al 49,5%. Nel frattempo, sul versante delle riforme istituzionali, i parlamentari azzurri Alessandro Battilocchio e Roberto Rosso indicano la quota del 42% quale margine prefissato per l'assegnazione del premio di maggioranza. Qualora la partita si risolvesse al secondo turno, l'asse di centrodestra otterrebbe il 53% dei gradimenti contro il 47% attribuito allo schieramento progressista.

Il dato sui partiti di opposizione

Nel sondaggio, nell'area di opposizione, la principale forza del PD contrae i propri bacini al 19,5%, toccando la quota minima dal precedente appuntamento con le urne. Il Movimento 5 Stelle registra il 12,2%, mentre AVS raggiunge il 5,5%. La somma di queste tre realtà genera una base del 37,2%, insufficiente per competere senza l'inclusione di sigle minori quali Italia Viva (2%), +Europa (1%) e la lista civica capitolina promossa da Alessandro Onorato (1,3%).

L'eventuale allargamento resta tuttavia ostacolato dalle perplessità espresse da Giuseppe Conte circa l'affidabilità di determinati partner. Autonoma rimane la proposta formata da Azione, Liberaldemocratici e Spazio Pubblico, stimata al 5%, sebbene le forze minoritarie proseguano l'azione unitaria a Palazzo Madama contro le modifiche al sistema elettorale.

Nell'ipotesi di consultazioni primarie per la selezione del leader di coalizione, Elly Schlein supererebbe Giuseppe Conte ottendendo il 52% al primo turno (rispetto al 44% dello sfidante) e toccando il 56% in un'eventuale sfida a due. L'analisi dei comportamenti di voto indica che l'80% della base dem e il 58% dei simpatizzanti rossoverdi sceglierebbero la segretaria del PD, laddove il 94% del popolo pentastellato confermerebbe il proprio ex presidente.