A Potenza, il 29 settembre 2026, Piero Lacorazza ha definito un “passaggio importante” il trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori di Pmc e Brose di Melfi a C Industries. Questa dichiarazione sottolinea l'importanza cruciale dell'accordo raggiunto per la salvaguardia dell’occupazione e rappresenta la conclusione di un percorso lungo e complesso, avviato dopo quasi un anno di intensa mobilitazione. Lacorazza ha attribuito l'esito positivo non solo alla tenacia e alla determinazione dei lavoratori, ma anche al costante sostegno delle istituzioni, richiamando in particolare le significative iniziative intraprese in Consiglio regionale a favore della vertenza.

Il trasferimento coinvolge direttamente circa 150 lavoratrici e lavoratori. L'accordo, come dettagliato da Lacorazza, non solo consente il passaggio del personale a C Industries, ma si inserisce altresì in un più ampio e strategico investimento da parte di un'impresa lucana, mirato a rilanciare e consolidare la presenza industriale nell'importante area di Melfi. Lacorazza ha inoltre evidenziato con forza la necessità che la zona, pur dovendo affrontare le complessità della transizione industriale ed energetica, non rinunci alla sua storica e fondamentale vocazione nel settore automobilistico. Il percorso complessivo si concluderà formalmente il 13 ottobre 2026 con la firma dell’atto definitivo di cessione, un passaggio burocratico che sigillerà l'intesa.

Il lungo percorso dei lavoratori Pmc e Brose

La vertenza che ha coinvolto gli operai di Pmc e Brose a Melfi ha avuto un punto di partenza significativo con l'inizio di un presidio il 13 ottobre 2025. Dopo mesi di attesa e trattative, il 29 settembre 2026, presso la sede di Confindustria Basilicata, è stato finalmente sottoscritto l'atteso accordo con C Industries S.r.l.. Tale intesa prevede l'acquisizione dei rami d'azienda interessati e il conseguente passaggio di tutti gli operai coinvolti. Il comunicato diffuso dagli operai del presidio ha annunciato con soddisfazione l'avvio di un nuovo progetto industriale, sintetizzando efficacemente questa fase di svolta con l'espressione “dalle parole ai fatti”, a sottolineare il concretizzarsi degli sforzi.

Gli operai del presidio hanno fermamente rivendicato la scelta collettiva, maturata già il 13 ottobre 2025, di non procedere ciascuno per conto proprio nella ricerca di un altro lavoro, ma di rimanere saldamente uniti. Questa decisione strategica mirava a chiedere congiuntamente il rientro in fabbrica, anche sotto una nuova gestione. Nel loro comunicato, il ruolo determinante della mobilitazione è stato associato all'impegno costante del sindacato e al prezioso supporto ricevuto da diverse parti durante l'intera vertenza. La data del 13 ottobre 2026 assume un ulteriore significato, poiché segnerà il passaggio conclusivo e formale di questo lungo percorso, con l'appuntamento dal notaio insieme a tutte le parti per la firma dell'atto formale vincolante, che renderà definitiva l'operazione.

La posizione di Lacorazza e il quadro nell’area di Melfi

Lacorazza ha indicato il risultato raggiunto come l'esito tangibile di un percorso lungo e difficile, costantemente accompagnato e sostenuto sia dal lavoro istituzionale che dalla presenza attiva al fianco dei lavoratori, evidenziando la sinergia tra le diverse componenti coinvolte nella risoluzione della crisi.