Debora Serracchiani, autorevole deputata, è intervenuta con determinazione il 29 settembre 2026 al presidio dei lavoratori StarTech, riunitisi con urgenza davanti ai cancelli dell’azienda a Trieste. La sua presenza si colloca nel cuore di una profonda crisi aziendale che sta mettendo a dura prova lo stabilimento e le sue maestranze. Rivolgendosi direttamente ai dipendenti presenti, Serracchiani ha voluto rafforzare il loro ruolo cruciale, definendoli un riferimento insostituibile per la salvaguardia dell’impresa: “voi lavoratori siete le prime antenne e i primi guardiani di questa azienda”.

Nel suo appassionato intervento, ha inoltre enfatizzato l'imperativa necessità di un’azione sinergica, richiamando il ruolo fondamentale e congiunto delle istituzioni e dei sindacati, indicati come attori imprescindibili chiamati a muoversi insieme per affrontare con efficacia la vertenza in corso.

Il tavolo del Mimit e le strategie per il rilancio

La deputata ha stabilito un collegamento diretto tra il significativo presidio dei lavoratori e il confronto cruciale aperto al tavolo del Mimit, sottolineando con forza l'urgenza di trovare soluzioni concrete per quella che ha definito l’ennesima, preoccupante crisi che affligge la società. Tra le strategie prospettate nel percorso delineato da Serracchiani, emerge con chiarezza l’eventuale ricorso all’amministrazione straordinaria, uno strumento giuridico volto a garantire la continuità operativa aziendale e, soprattutto, la salvaguardia dei preziosi posti di lavoro.

La parlamentare ha inoltre rivolto un appello diretto e perentorio al Ceo di StarTech, Novica Mrdovic Vianello, affermando con decisione che è giunto il momento per lui di “mollare la presa”. Al suo fianco, a testimonianza del sostegno alle ragioni dei lavoratori, era presente lo storico sindacalista triestino Roberto Decarli.

Nel suo articolato passaggio dedicato al futuro economico del capoluogo giuliano, Serracchiani ha sostenuto con fermezza che Trieste non può e non deve fondare il proprio assetto economico e la propria identità solo sul turismo e sulle grandi navi. La deputata ha ribadito con forza l'importanza vitale della presenza industriale come pilastro insostituibile per il sostegno del lavoro e dell'intero sistema economico locale, affermando l'inderogabile necessità di mantenere e valorizzare in città una robusta e strategica componente produttiva.

Ha inoltre espresso una profonda incomprensione per la mancata crescita dell'azienda, giudicandola inspiegabile, specialmente se si considera il settore in cui opera StarTech, descritto come in costante espansione e non certo come una filiera ormai esaurita o in declino.

La vertenza StarTech: incertezza e tutela dell'occupazione

La crisi che attanaglia StarTech era già stata richiamata con preoccupazione il 28 settembre 2026 anche da Roberto Cason, capogruppo in Consiglio comunale di Civica Idea Giuliana. La posizione espressa da Cason ha evidenziato la grave situazione che coinvolge gli oltre 300 dipendenti dello stabilimento e le loro famiglie, i quali si trovano ad affrontare una profonda incertezza economica.

Questa precarietà è direttamente legata ai persistenti ritardi nel pagamento degli stipendi e alla riduzione dell’orario di lavoro, conseguenza diretta dell'attivazione del contratto di solidarietà. Nel quadro di questa complessa e delicata vertenza, la tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle preziose competenze professionali dei lavoratori vengono unanimemente indicate come un obiettivo primario, irrinunciabile e condiviso per l'intera comunità triestina.

Nella stessa ricostruzione, il via libera