A Taranto prosegue la mobilitazione dei lavoratori Semat Engineering, azienda dell’indotto ex Ilva attiva nella manutenzione impianti. La protesta è scaturita dalla mancata erogazione degli stipendi di agosto 2026 e dai ritardi nei pagamenti della cassa integrazione. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo sciopero a oltranza il 21 settembre 2026. Il 22 settembre, i dipendenti hanno organizzato un presidio: prima vicino alla portineria imprese, poi davanti alla direzione dello stabilimento.
La vertenza coinvolge 213 lavoratori: 62 impiegati e i restanti in Cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria).
Questa misura è stata autorizzata dal Ministero del Lavoro con decreto del 10 settembre 2026, in base a un accordo ministeriale per l'area di crisi complessa. Ai lavoratori in servizio non è stato corrisposto lo stipendio di agosto; i dipendenti in Cigs attendono i pagamenti dell’ammortizzatore sociale.
La proclamazione dello sciopero
La decisione dello sciopero è maturata dopo un'assemblea del personale e la comunicazione formale dell'azienda. La Semat Engineering ha dichiarato l'impossibilità di erogare le retribuzioni di agosto 2026, senza indicare una data certa per il saldo. Fim, Fiom, Uilm, la Rsu aziendale e i dipendenti hanno avviato la protesta dalle ore 8 del 21 settembre 2026, coinvolgendo tutti i turni e l'intero personale.
Le organizzazioni sindacali chiedono garanzie sul pagamento integrale degli stipendi arretrati. La mobilitazione è legata al mancato versamento delle retribuzioni e all'incertezza per i lavoratori in attesa dell'ammortizzatore sociale, con richiesta di indicazioni precise sui tempi di saldo delle spettanze.
La richiesta all'Inps e la situazione dei lavoratori
I segretari appalto di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera all'Inps per sollecitare l'accelerazione delle procedure di liquidazione. Nella richiesta, è stato sollecitato un "impegno concreto" sulle spettanze dei lavoratori o, in alternativa, l'indicazione di una "data certa dell'accredito". Le sigle sindacali segnalano che i lavoratori sono da oltre due mesi senza alcun sostegno al reddito.