A Taranto, prosegue la mobilitazione dei lavoratori di Semat Engineering, azienda dell’indotto ex Ilva. La protesta, avviata il 22 settembre 2026, è scaturita dalla mancata erogazione degli stipendi di agosto e dei pagamenti della cassa integrazione. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero a oltranza, organizzando un presidio che ha interessato prima la portineria imprese e successivamente la direzione dello stabilimento.

La vertenza coinvolge complessivamente 213 dipendenti. Di questi, 62 continuano a essere regolarmente impiegati, mentre i restanti sono stati collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per area di crisi complessa.

Tale misura è stata autorizzata dal Ministero del Lavoro con decreto del 10 settembre 2026. I lavoratori ancora in attività non hanno ricevuto lo stipendio di agosto, mentre i colleghi in Cigs attendono l'accredito dell'ammortizzatore sociale.

Le richieste all'Inps e la posizione sindacale

I segretari di appalto di Fim, Fiom e Uilm hanno indirizzato una comunicazione all'Inps, sollecitando un impegno concreto e un'accelerazione delle procedure per la liquidazione delle spettanze dovute ai lavoratori. In alternativa, è stata richiesta una data certa per l'accredito delle somme.

Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la grave difficoltà economica che sta colpendo i dipendenti e le loro famiglie, sottolineando che “i lavoratori si trovano da oltre due mesi privi di qualsiasi sostegno al reddito”.

Il presidio, inizialmente alla portineria imprese e poi spostato davanti alla direzione dello stabilimento, mira a mantenere alta l'attenzione sulla questione del mancato pagamento delle retribuzioni e della cassa integrazione.

Il decreto di autorizzazione della Cigs

Il trattamento di integrazione salariale straordinaria è stato autorizzato con il decreto direttoriale n. 2535 del 10 settembre 2026, emesso dal Ministero del Lavoro. La concessione rientra nell'ambito dell'articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, relativo alle aree di crisi complessa.