Un significativo incontro si è svolto nel pomeriggio del 29 settembre 2026 a Trieste, all'interno del tendone allestito per il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento StarTech. L'appuntamento, che ha visto la partecipazione di parlamentari e rappresentanti sindacali, si colloca nel quadro della vertenza aziendale che, da venerdì scorso, mantiene alta l'attenzione sul futuro incerto della società. Oltre cinquanta lavoratori hanno preso parte all'evento, molti dei quali indossavano ancora le magliette della Flex, l'azienda da cui StarTech avrebbe dovuto raccogliere il testimone, ma che non ha provveduto alla fornitura di abbigliamento con il nuovo logo, simbolo di una transizione mai pienamente compiuta.
Il fulcro del dibattito è stato la cruciale questione dell'avvio del percorso di amministrazione straordinaria. Antonio Rodà, segretario generale della Uilm di Trieste e Gorizia, affiancato dal segretario regionale Uil Matteo Zorn, ha espresso una profonda preoccupazione. Rodà ha infatti evidenziato come, nonostante le rassicurazioni e gli impegni specifici indicati dal Ceo al tavolo nazionale tenutosi pochi giorni prima, non sia pervenuta alcuna comunicazione ufficiale riguardo atti trasmessi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) o anticipati al Tribunale. La mancanza di un passaggio formale e concreto per l'iter di amministrazione straordinaria, atteso con urgenza da tutte le parti coinvolte, rappresenta un punto di criticità fondamentale nella gestione dell'attuale crisi aziendale, alimentando incertezza tra i dipendenti.
L'appello per un'azione congiunta e il dialogo con le istituzioni
Nel suo intervento, Rodà ha ribadito con forza l'urgenza di una "azione corale", un impegno congiunto che coinvolga attivamente tutte le parti interessate, dalle istituzioni ai rappresentanti sociali. Ha inoltre richiamato l'attenzione su precedenti vertenze significative che hanno segnato il tessuto industriale del territorio, citando in particolare il caso della Wartsila, per sottolineare la gravità della posta in gioco. Il segretario generale della Uilm ha collegato in modo inequivocabile la crisi di StarTech al futuro industriale di una porzione strategica del territorio e alla salvaguardia di numerosi posti di lavoro, evidenziando le ripercussioni sociali ed economiche.
La vertenza, pertanto, continua a focalizzarsi sullo stabilimento, sulla necessità impellente di avviare l'amministrazione straordinaria e sulle pressanti richieste rivolte alle istituzioni e alle parti sociali affinché intervengano con la massima decisione e celerità.
All'incontro ha partecipato attivamente anche Debora Serracchiani, parlamentare del Partito Democratico. Dopo il suo intervento, si è sviluppato un proficuo e diretto scambio di vedute con i lavoratori, i quali hanno manifestato le proprie profonde preoccupazioni e richiesto chiarimenti specifici sulle concrete possibilità di intervento istituzionale per affrontare efficacemente la crisi in atto. A conclusione della giornata, Simonetta Chiarotto, segretaria generale regionale della Fiom-Cgil Fvg, ha voluto rimarcare la "civiltà" e il senso di responsabilità esemplare dimostrati dai lavoratori nelle manifestazioni finora condotte, pur in una situazione definita unanimemente come drammatica e carica di tensione per il loro futuro.
La mobilitazione continua: il presidio come simbolo di resistenza
Il presidio permanente allestito davanti ai cancelli dello stabilimento si inserisce in un più ampio e determinato quadro di mobilitazione, rappresentato dall'assemblea permanente dei lavoratori. Questa forma di protesta collettiva sottolinea la ferma determinazione a mantenere alta l'attenzione sulla vertenza e a sollecitare con forza risposte concrete e immediate per il futuro dell'azienda e, soprattutto, dei suoi dipendenti, che continuano a lottare per la propria dignità e il proprio impiego.