A Perugia, il 4 settembre 2026, si è tenuto il convegno della Cisl scuola dal titolo “La voce della scuola: identità, lavoro e futuro di una comunità in cammino”, che ha acceso i riflettori su una problematica cruciale per il sistema educativo umbro: la carenza di insegnanti di ruolo. Nonostante i 449 posti assegnati alla regione, il numero di docenti immessi in ruolo si è rivelato insufficiente a coprire tutte le cattedre disponibili. Questa situazione, aggravata dall’esaurimento delle graduatorie, rende inevitabile il ricorso a un elevato numero di docenti precari per garantire l’avvio regolare delle lezioni, previsto per il 14 settembre.
Durante l’incontro è stata presentata anche l’indagine “Essere insegnanti oggi”, un’analisi approfondita sulla condizione del corpo docente. Caterina Corsaro, segretaria generale della Cisl scuola Umbria, ha evidenziato come la dipendenza dai docenti precari non sia solo un problema regionale, ma una questione che affligge l’intero sistema scolastico nazionale. Secondo Corsaro, tale assetto “non dà continuità alle scuole e precarietà all'istituzione scolastica dal punto vista organizzativo e didattico”, compromettendo la stabilità e l’efficacia dell’offerta formativa.
Le sfide strutturali: edifici scolastici e condizioni ambientali
Il dibattito ha toccato anche un altro aspetto fondamentale: quello delle infrastrutture scolastiche, reso ancora più urgente dall’emergenza legata al caldo.
Caterina Corsaro ha ribadito l’obbligo dei 200 giorni di lezione, specificando che né le scuole né le singole regioni hanno facoltà di modificare tale calendario. La richiesta pressante rivolta agli enti proprietari degli edifici scolastici è di intervenire con urgenza per l’installazione di sistemi di condizionamento e raffrescamento, oltre a promuovere un più ampio miglioramento delle strutture esistenti, per assicurare ambienti di apprendimento adeguati e sicuri.
Ivana Barbacci, segretaria nazionale di categoria, ha fornito un quadro più ampio delle nomine a livello nazionale, indicando una copertura che si avvicina all’80 per cento dei posti nella maggior parte delle regioni. Tuttavia, ha sottolineato la persistenza di una grave criticità nel settore del sostegno, dove oltre il 50 per cento dei docenti è precario e spesso privo del titolo di specializzazione.
Barbacci ha collegato questa problematica alla necessità impellente di valorizzare la professionalità docente e di rafforzare il ruolo educativo della scuola nel suo complesso.
Il personale ATA e le necessità di organico
Nel corso del confronto tenutosi a Perugia, è stata posta l’attenzione anche sul ruolo cruciale del personale ATA. Per i collaboratori scolastici e gli assistenti amministrativi, la posizione espressa dalla Cisl scuola è chiara: la copertura dei posti vacanti non deve limitarsi al solo turnover, ma deve estendersi a tutte le posizioni scoperte, quantificate in circa 30mila a livello nazionale. Questa richiesta mira a garantire il pieno funzionamento delle istituzioni scolastiche, spesso messe a dura prova dalla carenza di personale di supporto essenziale.