Uno sciopero di otto ore è stato indetto per il 5 ottobre 2026 nello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi (Ancona). La mobilitazione riguarda i 170 operai a rischio esubero a causa del piano della multinazionale svedese, che prevede la chiusura del sito. La protesta coincide con la nuova riunione del tavolo di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissata per lunedì 5 ottobre alle ore 10.
In concomitanza con il confronto ministeriale, i sindacati hanno annunciato un presidio al Mimit. Un pullman con circa 50 dipendenti Electrolux partirà da Cerreto d’Esi per Roma.
La vertenza mira a mantenere gli stabilimenti italiani e i posti di lavoro, richiesta ribadita da parti sociali e istituzioni.
La mobilitazione e il presidio a Roma
La protesta dei lavoratori di Cerreto d’Esi si inserisce nella vertenza sul piano industriale di Electrolux. Il sito marchigiano rientra tra quelli destinati alla chiusura. Per gli operai, la mobilitazione del 5 ottobre precede il nuovo incontro al Ministero, dove sono convocati azienda, istituzioni locali e sindacati.
Il presidio davanti alla sede ministeriale è stato organizzato in concomitanza con la riunione. La presenza di circa 50 dipendenti da Cerreto d’Esi evidenzia la partecipazione dei lavoratori marchigiani al tavolo di crisi nazionale.
La richiesta chiave della vertenza è la salvaguardia di tutti gli stabilimenti italiani e dei livelli occupazionali.
Il piano Electrolux e il tavolo di crisi
Il piano della multinazionale svedese prevede 1.450 esuberi e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. La fabbrica marchigiana è un punto centrale della trattativa, poiché la chiusura coinvolge direttamente i 170 operai dello stabilimento (Ancona).
La convocazione del tavolo di crisi per il 5 ottobre è stata comunicata il 15 settembre 2026, dopo un incontro a Palazzo Piacentini tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i rappresentanti sindacali. Il confronto è stato ind