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Nel settembre del 2014 era stata rapita per ventuno giorni da un uomo di Galatina che ieri, a distanza di due anni e dopo un nuovo tentativo di rapimento, è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Maglie. 

Il rapimento nel 2014

È una storia di violenza, sopraffazione e costrizione, fisica e mentale, quella accaduta ad una giovane donna bulgara che faceva la prostituta in provincia di Lecce. Un uomo, Pietro Longo, 53 anni, di Galatina, due anni fa, nel settembre del 2014, ha avvicinato la donna, di cui era cliente, per poi farla salire in macchina minacciandola con un coltello. 

La scomparsa della donna era stata denunciata da una sua amica, che esercitava con lei, la quale è riuscita a dare una prima pista ai militari esponendo i fatti di cui era a conoscenza.

La donna raccontò dell'appuntamento che le due si erano date il primo settembre, al solito posto, per incontrare i clienti. Erano le prime ore del pomeriggio quando la sua amica la chiamò da una utenza privata dicendole di essere stata rapita da un uomo che in passato l'aveva già minacciata, picchiata e perfino derubata. L'amica era riuscita anche a parlare al telefono col sequestratore, il quale aveva ammesso di voler uccidere la donna, così si recò dai carabinieri per esporre l'intera vicenda. 

La fuga e la denuncia

Dopo ventuno lunghi giorni di sequestro e segregazione, la donna è stata in grado di approfittare di un momento in cui il suo rapitore dormiva profondamente per fuggire via. Il 26 settembre 2014 finalmente la donna si è recata dai carabinieri e ha denunciato tutto ciò che le era successo in quei terribili giorni di prigionia.

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Raccontò di essere stata rinchiusa, legata, picchiata e stuprata. L'uomo non la lasciava mai sola, neanche per andare in bagno. Dopo i primi giorni di violenze ripetute, il rapitore le concesse di uscire dalla stanza in cui era stata segregata, ma sempre in sua presenza. Probabilmente l'uomo credeva di aver ammansito la donna dopo tutta la violenza e la prevaricazione che aveva ricevuto ma una sera che, drogato e ubriaco, si era addormentato pesantemente, la donna è riuscita a scappare dal suo aguzzino. Recuperò il cellulare e chiamò immediatamente l'amica mentre scappava, a piedi, verso il centro abitato di Noha. La sua amica connazionale la raggiunse in taxi e la condusse in un albergo di Lecce. Il rapitore continuò a chiamarla più e più volte ma lei, ovviamente, non rispose. In ospedale, a Scorrano, i medici riscontrarono tutti i segni della violenza sul suo corpo, sia quella sessuale che delle botte ricevute. 

Aggressione al rapitore

Nello stesso giorno in cui la donna fuggì, il 26 settembre del 2014, Pietro Longo, il suo rapitore, fu vittima di un'aggressione.

Ignoti lo hanno colto alle spalle e aggredito pugnalandolo alla schiena e sparandolo alle caviglie. Si ipotizza che ad aggredire Longo siano stati i "protettori" della prostituta bulgara che gliel'avrebbero fatta pagare per aver sottratto loro una delle loro fonti di guadagno. 

Nuovo tentativo di rapimento nel 2016

Dopo due anni, l'ossessione di Pietro Longo per la donna bulgara pare non si sia affievolita. L'uomo l'ha avvicinata nuovamente, con la stessa metodologia, ossia minacciandola con un coltello per farla salire nella sua auto, nel giugno di quest'anno, ma lei ha rifiutato e il suo invito negato si è trasformato in ira. Longo è sceso dall'auto e ha inseguito la donna minacciando di tagliarle la gola. Il fatto che l'uomo zoppicasse ha permesso alla donna di correre più velocemente di lui e di chiedere aiuto a un automobilista nei paraggi per allontanarsi. Il 3 e il 9 giugno la vittima si è ripresentata alla stazione dei Carabinieri di Maglie raccontando di essere stata avvicinata ancora una volta dall'uomo che l'aveva rapita e violentata. 

L'arresto di Pietro Longo

Pietro Longo è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri di Maglie assieme ai colleghi di Galatina. Il 53enne è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale aggravata.