Un'altra giornata di tensione, quella vissuta negli uffici di via Soderini a Milano, dove i docenti della Scuola elementare (davvero tanti) hanno cercato in tutti i modi di farsi inserire nelle graduatorie, in virtù dell'ordinanza stretta nelle proprie mani.

La notizia viene riportata dall'edizione locale del quotidiano 'Repubblica'. 'Qualcuno faccia qualcosa' si leva il grido di protesta mentre per placare gli animi troppo irruenti è stato necessario l'intervento dei carabinieri.

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Migliaia di 'buchi', soprattutto nella scuola primaria, organici largamente incompleti in molte scuole di Milano, nonostante sia già passato più di un mese dal suono della prima campanella.

Tre giorni di convocazioni per riuscire (si spera nella maniera più corretta) i circa duemila contratti a tempo determinato che serviranno a tenere in piedi le scuole del territorio del capoluogo lombardo.

Il problema più grande è quello che riguarda quegli insegnanti in possesso dell'abilitazione che sono riusciti ad ottenere, tramite via giudiziaria, l'ingresso nelle Graduatorie ad Esaurimento, seppure in via cautelare.

Supplenze scuola primaria, ultime notizie: 'Priorità è quella di dare alle scuole gli insegnanti'

Il provveditorato milanese ha disposto l'inserimento negli elenchi di tutti in nominativi inclusi nelle ordinanze cautelari notificate sino allo scorso 20 settembre ma il guaio è che altre ordinanze, nel frattempo, sono giunte ai tavoli del provveditorato.

Invano, perchè i nominativi di quei docenti 'ritardatari' non sono stati inclusi. Da qui l'invasione di massa all'Ufficio Scolastico provinciale, con la sollecita richiesta di un'immediata rettifica delle graduatorie.

La Cgil rappresenta almeno 200 insegnanti, fra quelli che sono stati esclusi dall'inserimento ed ecco perchè il sindacato ha esplicitamente chiesto la sospensione della procedura.

Una situazione che si presenta difficile, come spiegato da Marco Bussetti, direttore dell'Ufficio Scolastico di Milano: 'Abbiamo dovuto mettere un limite temporale, anche perchè è arrivata una valanga di ordinanze - ha spiegato il direttore - Siamo andati anche sin troppo in là con i tempi. La priorità adesso è quella di dare alle scuole gli insegnanti che servono'.