E' dalla domanda-proposta di una persona del pubblico presente - lo scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria - all'incontro a Palazzo Reale per le testimonianze degli ex deportati Venanzio Gibillini e Franco Schonheit, che arriva la promessa del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di un percorso strutturato attraverso i luoghi milanesi della memoria delle persecuzioni nazi-fasciste contro gli ebrei. Un 'racconto stabile' e un progetto concreto a favore sopratutto di giovani e studenti. Ecco intanto cosa è già possibile vedere a Milano, per non dimenticare.

Memoria Shoah, le pietre d'inciampo a Milano

Cosa sono innanzitutto? Dei blocchi di pietra ricoperti di ottone, incorporati nel selciato stradale cittadino davanti alle ultime abitazioni delle vittime della deportazione nazista nei campi di sterminio, iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig per depositare nelle città europee una memoria diffusa di questa tristissima fase storica (ne sono state depositate già 56.000 in tutta Europa).

A Milano ne sono appena state collocate 6, a ricordo di altrettanti cittadini residenti a Milano e deportati dei campi di sterminio nazisti: una in Corso Magenta 5, per Alberto Segre; poi in Via Vespri Siciliani 71, per Adele Basevi Lombroso; in Via Milazzo 4, per Adele Basevi Lombroso; in Via dei Chiostri 2, per Gianluigi Banfi; in Via Spontini 8, per Giuseppe Lenzi; e in via Plinio 20, davanti all'abitazione di Dante Coen.

Quest'ultima è stata subito oggetto di un atto di vandalismo (è stata dipinta con vernice nera) e proprio contro questo sfregio verso una vittima di Auschwitz, e a difesa della Memoria e dei valori della democrazia e della libertà, si è svolto sabato 28 un lungo corteo, una catena umana di 5.000 persone partita da Via Plinio (luogo dove Coen non è più tornato), guidata dal sindaco Sala e dal Ministro della Giustizia Orlando.

Tutti uniti nel dire che 'Milano non dimentica'.

Memoria Shoah, il Binario 21 da cui partivano i deportati

Nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, in un'area originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali, tra il '43 e il '45 centinaia di persone vennero caricate su vagoni merci poi sollevati verso il sovrastante livello dei binari della stazione. Qui, dal binario 21, partivano i treni diretti ai campi di sterminio.

Oggi vi sorge il Memoriale della Shoah di Milano, visitabile tutti i giorni (escluso venerdì e sabato) dalle ore 10 senza prenotazione (obbligatoria invece per le visite guidate delle ore 11 ogni prima domenica del mese, prenotazioni@memorialeshoah.it).

Lunedì 30 gennaio (proprio il 30 gennaio del 1944 partiva dal binario 21 verso Auschwitz Liliana Segre insieme al noto padre Cesare, una dei pochissimi sopravvissuti della Shoah e ancora in vita) vi si terrà lo spettacolo teatrale di Paola Bigatto 'Il Memorioso', oltre alla commemorazione di domenica 29 promossa dalla Comunità di sant'Egidio e dalla Comunità Ebraica di Milano (ore 18.15, alla presenza di Liliana in persona).

Il Memoriale propone in ogni caso un certo calendario di iniziative per gran parte dell'anno (memorialeshoah.it).

Memoria Shoah, l'ex Albergo Regina

Situato in pienissimo centro, in via Silvio Pellico, nel ’43 divenne il quartiere generale delle SS a Milano. Era il luogo dove la Gestapo torturava i prigionieri: non solo ebrei ma anche omosessuali, oppositori politici, rom e sinti, Testimoni di Geova. In questa sorta di 'headquarter' nazista venivano condotti i catturati, che passavano poi al carcere di San Vittore e infine al Binario 21 della Stazione Centrale per i ben noti campi.

Sulla facciata del palazzo, dal 27 gennaio 2010 è visibile una lapide, a ricordo delle atrocità naziste che avvenivano all’interno delle stanze dell’Albergo Regina.

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