Se gli autovelox in giro per statali e strade provinciali sembravano già troppi, gli automobilisti nei prossimi giorni dovranno fare i conti con una nuova invasione di rilevatori della velocità anche lungo le strade delle città italiane. Dopo quattro anni dalla sua approvazione, sta per vedere la luce il decreto che attiverà la legge 120 del 2010 con la quale cambiano alcune regole su come si applica uno degli strumenti di controllo più odiati dagli automobilisti.

Le Polizie municipali dei comuni potranno sistemare gli autovelox ora anche dove il limite di velocità è di cinquanta chilometri orari. Finora era consentito solo in quelle a partire fino a settanta chilometri orari. Restano invariate le regole di trasparenza sulla chiarezza delle posizioni dei segnali. Argomento che ha prodotto negli anni cataste di ricorsi ai giudici per irregolarità e scarsa chiarezza

Invariata la regola per i comuni che devono spendere gli incassi delle multe da autovelox per migliorare la sicurezza stradale, per esempio facendo adeguata manutenzione del manto stradale.

Un punto spesso aggirato dagli enti municipali, visto che le multe vanno a convogliare nello stesso calderone delle multe per divieto di sosta e altre infrazioni del codice della strada. Nuove condizioni però per la spartizione delle entrate: nel caso in  cui la Polizia municipale elevasse le multe lungo una strada provinciale o statale, dovrà riconoscere una quota agli enti che hanno competenza su quel tratto di strada, come città metropolitane, regioni e Stato.

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