In queste settimane il prezzo della benzina si è stabilizzato su cifre un po' meno da capogiro, ossia mediamente sotto l'1,70 euro a litro, ben lontano dai picchi quasi da svenimento a cui ci aveva abituato: tra l'1,80 e l'1,90 euro a litro. Ogni volta che aumenta la benzina si cercano le spiegazioni più varie, che vanno dalle guerre nei Paesi mediorientali alla scarsità del greggio stesso. Chissà quanto realmente questi fattori incidano, soprattutto il secondo, visto che di recente alcuni esperti dell'energia hanno smentito la voce che vorrebbe il petrolio verso l'esaurimento; affermando invece che ne avremo per un altro secolo (per la gioia degli ambientalisti e di quanti credono nelle energie rinnovabili).

Sul prezzo della benzina incidono comunque molti fattori, che in Italia vengono gravati dal fatto che paghiamo ancora delle accise vecchissime, perfino riguardanti il finanziamento della guerra in Etiopia degli anni '30 o della crisi nel canale di Suez negli anni '50. Poi ci sono regioni come la Campania che hanno pure imposto accise aggiuntive.

E come non bastassero tali fattori, ci si mette pure il fatto che molte pompe di benzina sono irregolari. Per la Guardia di Finanza addirittura il 75% di quelle che si trovano nel nostro Paese. E' il dato sconcertante fuoriuscito dopo l'analisi condotta su oltre milleseicento pompe. La principale frode riguarda la qualità della benzina erogata ma anche la quantità, visto che nel serbatoio viene messa meno benzina di quanta riportata nella colonnina.

Alessandro Zavalloni, segretario nazionale Cisl della Fegica, sottolinea però quanto queste frodi siano a monte, ossia il fatto che dipendano dalle compagnie proprietarie dell'impianto, mentre i gestori non possono effettuare alcuna manutenzione; ma pagano il prezzo più caro qualora la pompa venga chiusa per irregolarità e magari sanzionata amministrativamente.

La Zavalloni riduce anche il numero di truffatori, affermando che essi siano al massimo uno su dieci.

Ma come possiamo difenderci dalle truffe? A dircelo è Biagio Giardina, capo ufficio operazioni del comando della Guardia di Finanza di Palermo: bisogna controllare se c'è corrispondenza tra i prezzi esposti sul cartellone a margine della carreggiata e quanto appare sul display della colonnina; non bisogna distrarsi durante il rifornimento, posizionandosi con l'auto in modo tale da vedere bene il display.

Poi c'è il problema della qualità e un trucco può essere di verificare se, in caso di pieno, l'erogazione di benzina è maggiore rispetto alla capienza del proprio serbatoio. Giardina poi consiglia agli automobilisti di non rifornirsi mai fuori dai circuiti ufficiali della rete stradale, pagando la benzina a distributori improvvisati. Anche per l'oro nero meglio avere la propria pompa di fiducia e se in viaggio, meglio farla sempre nelle città e non in strade secondarie. Sono proprio i clienti "di passaggio" e occasionali quelli più facilmente frodabili.