Occorre registrare l'ultimo colpo di scena nell'annosa questione relativa al pagamento del bollo sulle auto storiche. Ricordiamo infatti che a partire da quest'anno anche le auto che hanno più di 20 anni di età e fino a 30 devono pagare il bollo. Questo in quanto in seguito ad una norma contenuta nell'ultima legge di stabilità il governo ha deciso di far venir meno l'esenzione che fino al 2014 era prevista su questo tipo di vettura. Ciò ovviamente aveva causato la protesta dei rappresentanti delle categorie interessate, che avevano criticato la decisione del governo e chiesto prontamente una marcia indietro onde evitare di far morire un settore che da comunque lavoro a tanta gente.
Permangono ancora le incertezze nonostante le dichiarazioni governative
Il governo tuttavia era rimasto sordo a queste richieste e pertanto aveva confermato la norma. Di diverso tenore invece le reazioni delle regioni, che poi son coloro che materialmente devono fare applicare il pagamento del bollo. Infatti negli scorsi mesi molto di esse avevano deciso di disattendere quanto previsto dal governo centrale, creando delle apposite norme per continuare a prevedere esenzioni o forti sconti ai possessori di questa tipologia di veicolo. Il fatto che le regioni procedevano in ordine sparso aveva creato una grande confusione e disparità di trattamento tanto che l'esecutivo si è sentito in dovere di intervenire attraverso i propri tecnici del Ministero dei trasporti.
Tecnici che hanno ricordato a tutte le regioni che essendo il bollo un tributo regionale derivato dallo Stato, le regioni non possono derogare alla volontà dell'esecutivo. Questo secondo molti avrebbe dovuto mettere la parola fine alla vicenda. Ma in realtà ancora oggi non tutti sono convinti di ciò. Oggi ad esempio, attraverso il proprio portale online, il Registro Italiano Veicoli Storici fa il punto sulla situazione ricordando che le dichiarazioni dei tecnici dell'esecutivo non sono legge e dunque la questione ancora è lontana dall'essere conclusa. Probabilmente così come viene affermato dal RIVS i prossimi 40 giorni potrebbero essere decisivi per mettere la parola fine alla querelle.