Il sistema sanitario del Primo Policlinicodi Napoli fa acqua da tutte le parti. Non è una bella pubblicità per l'azienda ospedaliera, oggi struttura di assistenza pubblica universitaria della S.U.N di Napoli, che un tempo era il fiore all’occhiello della medicina. Ed oggi? Reparti a rischio chiusura, mancanza di personale e di controlli, fondi economici a secco. Giungono proprio dagli stessi dipendenti le richieste di aiuto e di chiarimenti in merito alla situazione di criticità che si sta affrontando nei reparti in cui la pavimentazione è danneggiata e gli strumenti di lavoro mancano o sono fuori uso.

L’azienda ospedaliera sita nel cuore del centro storico di Napoli, a piazza Miraglia, lamenta da mesi una vera e propria crisi gestionale, che rischia di mettere a repentaglio le condizioni degli stessi degenti. A ciò si aggiunge il malcontento dei dipendenti sanitari che lamentano la mancanza delle liquidità e contratti in scadenza senza un sicuro rinnovo. A destare maggiore ma preoccupazione è la mancanza di presidi essenziali come i deflussori regolabili o i set per le pompe ad infusione per somministrare farmaci particolari nel centro di Rianimazione.

Quest’ultimo è a rischio chiusura proprio per la mancanza di farmaci e di strumentazione adeguata. Alcuni dipendenti si sono resi disponibili per dare il via ad un fondo di solidarietà per procurare il materiale necessario. Ma non basta.

Primo Policlinico senza fondi

Un ospedale gestito male a tal punto che non si conoscono i nomi del responsabile del servizio trasporto prelievi; non si capisce chi e come da semplice infermiera e ostetrica sia passata a ruolo di amministrativa.

Troppi perché senza una risposta. E’ quanto ha denunciato Antonio Alfano, dirigente sindacale U.S.B della A.O.U. – S.U.N. e dipendente della struttura, in una nota inviata lo scorso 10 marzo a Maurizio di Mauro Commissario straordinario dell’A.O.U. – S.U.N e a Marcello Ciervo , Direttore Sanitario dell’A.O.U. – S.U.N. “Si parla di un comitato di crisi per l’emergenza assistenziale nelle corsie. Intanto si sta per aprire il Servizio pronto soccorso ostetrico, ma con quali risorse economiche e di personale?” ha concluso Alfano.

Lo scorso 23 marzo c’è stato un incontro tra sindacato USB e il direttore sanitario Marcello Ciervo. che ha confermato la crisi gestionale per mancanza di fondi, come ha riportato lo stesso Antonio Alfano sul blog ufficiale del Sindacato USB Primo policlinico, risposte cercasi: "Il dottor Marcello Ciervo ci ha confermato il disagio gestionale dell’Azienda: scarseggiano le risorse economiche per acquisire farmaci e presidi in grado di garantire una continuità assistenziale ottimale nei reparti di degenza. Ci ha confermato che il contratto di utilizzo del personale infermieristico e OSS, a somministrazione, sarà rinnovato, ma che comunque il personale in corsia manca-ed ha concluso- Che l’A.O.U.

ha in progetto di aprire il pronto soccorso ostetrico e ricollocare in piazza Miraglia altri servizi, ma allo stesso tempo di ridimensionare accavallamenti di servizi, come le chirurgie, che al momento sono ben 7”.

Ospedale vittima del caos burocratico

Al Primo Policlinico, sempre secondo la nota di denuncia inviata dal dirigente sindacale Alfano, non ci sono servizi centralizzati di disponibilità infermieristica e mancano le disposizioni di divieto di fumo. Un vero e proprio limbo per degenti e dipendenti che versano nel caos e nella disinformazione. Tante voci di corridoio e sentito dire, ma nessun chiarimento sui tagli e le spese.

Ad oggi, in attesa di risposte da parte delle autorità competenti, è evidente solo il marasma di sprechi e di impasse burocratica senza fine.

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