Una corsia preferenziale per i processi della #terradeifuochi contro chi ha inquinato il territorio campano. È la proposta dei Verdi e in particolare di Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione regionale “Terra dei Fuochi”.

Cadono le accuse, resta il disastro ambientale

Il dibattito si è acceso nel momento in cui il “rischio” #prescrizione è divenuto una realtà così come i timori di non ottenere mai giustizia per l’avvelenamento di grosse porzioni di aree tra #Napoli e #Caserta.

In particolare si parla del procedimento a carico di alcuni imprenditori di Acerra i cui atti dopo oltre un anno e mezzo sono approdati in Cassazione: ora bisognerà fissare la data della prima udienza. Il caso degli imprenditori, accusati di aver inquinato un ampio terreno agricolo e condannati in Appello per disastro ambientale, sollevò le proteste delle associazioni ambientaliste e della politica.

Ebbene, a carico degli imprenditori della #TerradeiFuochi è rimasta per l’appunto solo l’accusa di disastro ambientale in quanto sono caduti in prescrizione reati fiscali e associazione a delinquere. Molti altri procedimenti sono nelle medesime condizioni, a dispetto di quanto forze dell’ordine e Procure abbiano lavorato per sviluppare casi importantissimi.

I cittadini meritano risposte: sì alle bonifiche

È per questo che i Verdi hanno chiesto di “dare risposte a chi vive nella #TerradeiFuochi.

Non si possono lasciare impuniti coloro che sono accusati di aver contribuito all’Inquinamento di quel territorio e che i processi devono essere portati a termine nei tempi utili a evitare le prescrizioni”. “Le condanne, al di là delle pene detentive, - ha sottolineato il consigliere regionale Borrelli – servono anche per costringere chi ha inquinato a pagare le spese per bonificare le aree inquinate, ma se arriva la prescrizione e non ci sono condanne, anche questo obiettivo non sarà raggiunto”.

Terra dei Fuochi, emergenza nazionale: dove eravamo rimasti

Ma i casi della #TerradeiFuochi, dei #roghi tossici, delle analisi delle promesse bonifiche, a che punto sono? A circa tre anni da quando l’emergenza ha finalmente varcato le soglie delle cronache nazionali ed internazionali, quelle terre bruciano ancora. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Avvelenando terreni, falde acquifere, aria. Nonostante l’entrata in vigore di nuove leggi ambientali e il controllo più capillare da parte delle autorità.

E, se possibile, nell’estate appena trascorsa c’è stata addirittura una recrudescenza del fenomeno. A parlarne è Enzo Tosti della “Rete di cittadinanza e comunità”, un network composto da decine di associazioni tra Napoli e Caserta. “La Terra dei Fuochi non si è mai spenta, - ha dichiarato Tosti – fino ad oggi il sistema di contrasto costruito è stato come un palazzo realizzato su fondamenta marce, serve cambiare subito strategia”.

Le popolazioni che non si arrendono

Intanto continuano anche le mobilitazioni popolari per dire “stop ai roghi tossici” della #TerradeiFuochi. A Casalnuovo nelle prossime ore si terrà un flash mob al quale prenderanno parte anche medici di base, esperti e specialisti in materia ambientale, parroci e gruppi di fedeli delle varie Chiese del territorio.

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