Per tutti i correntisti italiani è arrivato l’Indicatore Sintetico di Costo. Sulla base di sei profili tipo è possibile ottenere un confronto immediato di quanto costa il conto corrente bancario. Ma le spese sono indicative, per avere un’idea concreta e modellata sulle singole esigenze di ognuno è necessaria una ricerca più approfondita.

Destreggiarsi tra tutte le voci del conto corrente non è semplice. Tra il canone periodico per spese di gestione e per l’invio dell’estratto conto, commissioni per bonifici, prelievi bancomat e domiciliazioni utenze, sapere a fine anno quanto realmente costa il conto bancario è diventato un calcolo impossibile.

In soccorso a tutti i consumatori è arrivato quindi l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC). Un nuovo strumento voluto dalla Banca d’Italia per permettere in maniera facile e veloce un primo confronto tra i costi dei vari conti correnti. Isc prevede sei profili di utilizzo: giovani (164 operazioni all'anno); famiglie con bassa operatività (201); famiglie con media operatività (228); famiglie con elevata operatività (253); pensionati con bassa operatività (124); pensionati con media operatività (189). «L'ISC esprime però un costo indicativo che può differire dal costo effettivamente sostenuto a fine anno – spiega Bruno Iambrenghi Business Development Manager di Supermoney - Inoltre la scelta del conto corrente in base esclusivamente alla convenienza  non permette di tenere conto della qualità dei servizi offerti».

I conti correnti, infatti, non sono tutti uguali. «Uno strumento di confronto efficace e affidabile è importante per avere un’idea concreta  e chiara delle proposte di mercato e degli  effettivi costi annui – continua Iambrenghi – Supermoney offre la possibilità di scegliere il conto corrente più conveniente modellato secondo le singole esigenze di ognuno».