Debito pubblico italiano da record secondo l'ultima stima di Bankitalia. A marzo, infatti, è stata raggiunta la soglia di 1.946,083 miliardi di euro, 11 miliardi in più rispetto al precedente record di gennaio 2011, con 1.934,980 miliardi di euro. Il dato è apparso oggi sul Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla finanza pubblica, insieme a un altro dato allarmante.
Infatti, nonostante il piano di tagli attuato dal Governo, le entrate tributarie hanno conosciuto un calo nel primo trimestre dell’anno, raggiungendo 83.168 miliardi di euro.
Una diminuzione dello 0,5% rispetto agli 83.591 miliardi dello stesso periodo del 2011. Nel solo mese di marzo gli incassi sono risultati pari a 26.237 miliardi, con una riduzione del 3,61% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso quando si erano attestate a 27.221 miliardi.
La notizia allarma i contribuenti, sempre più soffocati dalla pressione fiscale. Il presidente Giorgio Napolitano, presente alla preoccupata relazione del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha rassicurato gli italiani, asserendo che ci sono le condizioni per uscire dalla crisi economica. Tuttavia l’invito alla fiducia del capo di Stato non dissolve l’incertezza di molti italiani e la paura di un inasprimento della pressione fiscale.
Un timore di certo non privo di fondamento, se si considerano le recenti dichiarazioni del Governo.
Ad esempio a proposito dell’Imu, la tassa sulla casa che sta gravando sempre più sui bilanci delle famiglie italiane, la pressione fiscale potrebbe essere maggiore, qualora non si raggiungessero i 21 miliardi di euro previsti. A luglio, dopo il pagamento della prima rata, fissato per il prossimo 18 giugno, il Governo verificherà il gettito della tassa. Se i conti non dovessero quadrare, potrebbe essere introdotta una nuova imposta sulle seconde case lasciate sfitte, mentre i Comuni potrebbero aumentare l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille.