Il governo dei tecnici frettoloso e alla ricerca di cure anti spread, ma anche tutto il Parlamento, hanno votato a favore di leggi che penalizzano i malati di SLA, anziché, come sarebbe doveroso fare, dare ulteriori incentivi, data la precaria e difficile condizione e le necessarie e quotidiane cure e i farmaci costosi di cui necessitano. Non solo,sono stati intensificati i controlli sulle false invalidità che però non stanno avendo l'effetto sperato.

La Guardia di Finanza, dai controlli effettuati, ha scoperto casi in tutta Italia di falsi ciechi.

Dai controlli è emerso che le Commissioni Asl e i medici, in tantissimi casi, riconoscono diritti a chi non ha patologie tali o di tali gravità da doverne beneficiare, truffe ai danni dello Stato di medici compiacenti e corrotti che hanno riconosciuto invalido chi invece non lo è, mentre hanno negato diritti veri e sacrosanti.

Qualche caso: il meccanico che lavorava in Svizzera: 2500 euro di stipendio e percepiva 1300 euro di invalidità, i  numerosissimi falsi ciechi, che guidano, leggono il giornale, la signora cieca in Calabria titolare di un negozio di acconciature al Nord spostandosi di Regione aveva avuto dei miglioramenti alla salute miracolosi. Il caso recente dei finti pazzi, un paese intero che si rivolgeva per necessità ad un procacciatore di pensioni, moderno Robin Hood, che li aiutava ad ottenere l'invalidità di "pazzo", mentre, sempre nello stesso paese una povera signora si è vista revocare l'invalidità a torto.

Di questi giorni, il caso eclatante e paradossale, è quello dell'adolescente affetta da una malattia alle ossa: sorrideva quindi secondo le verifiche non era malata, quando il suo problema fisico, per cui è stata sottoposta a visita dalle commissioni, è valutata sana e non le ha permesso di frequentare per due anni la scuola per evitare che qualcuno pure involontariamente le facesse male. Doppia beffa delle amministrazioni statali, niente diritto all'istruzione, che in alcuni casi può essere richiesto domiciliare, addio al diritto a beneficiare di quel misero assegno di cui fruiscono gli invalidi.