In attesa che qualcuno si ricordi chec'è stato un referendum popolare che di fatto aveva introdotto laresponsabilità civile dei magistrati, l'autorità del Ministero di Grazie e Giustiziaha trovato la maniera di rammentare agli avvocati che l'eccessiva prolissitànella durata di un processo può essere riconducibili anche a loro.

Secondo il parere ministeriale, stante un'accertatainadempienza, un legale ha causato il rimborso del pagamento di ben diciottomilaeuro ad un imprenditore al termine di una procedura fallimentare durata oltre23 anni.

I giudici contabili hanno stabilito che una gran parte dellecolpe erano attribuibili alla metodologia messa in atto dal legale condannandoloa versare cinquemila euro nelle casse del ministero.

Sostanzialmente il professionista avrebbe perso troppo tempodurante l'iter di questo lunghissimo procedimento giudiziario dilatando oltremisura i termini del processo.

L'avvocato che fa parte del collegio dei professionisti di Mazara del Vallo in provincia di Trapani, secondoquanto riportato nella sentenza dei giudici contabili, con la sua inerzia avrebbecontribuito a far durare un processo per procedura fallimentare oltre 23 annicausando evidenti danni alle parti contendenti e allo stesso Stato.

Il ministero della Giustizia, infatti, era stato purecondannato al risarcimento, con versamento di oltre diciottomila euro, all'imprenditoredanneggiato dalle tempistiche abnormi del procedimento.

Nella sentenza,inoltre, i giudici contabili hanno avuto modi e maniere di stigmatizzare leinerzie complessive non solo del legale ma di tutto l'apparato giudiziario.

Nel dispositivo essi hanno sottolineato come gli altriorgani della procedura, e quindi il Tribunale fallimentare e il Giudicedelegato, "abbiano omesso di intraprendere iniziative idonee a porre rimedioalla stasi della procedura medesima".

Questa sentenza farà sicuramente discutere e potrebbe mettere le ali atutti quei principi del foro molto abili nello sfruttare cavilli e codicilliper le lunghe attese in trincea di processi senza fine.