Josefa Idem, dopoaver motivato la sua decisione al premierLetta in un ora di discussione faccia a faccia, si dimette dopo solo 50 giorni dall'iniziodel suo incarico da Ministro per le PariOpportunità: lei che si è sempre allenata duramente e ha ricevuto onori emedaglie alle Olimpiadi non èabituata agli insulti, alle accuseaggressive e violente e ad essere presadi mira dal circo mediatico.
Nonostante avesse già deciso di dimettersi, Josefa Idem,armata di carte e documenti sulla casa-palestra della sua città e sul pagamento dell'Imu e dell'Ici, ha voluto condividere con il presidente Enrico Letta il quadro chesi è creato intorno alla sua situazione, esponendogli la scarsa rilevanza diquanto le è stato imputato.
Enrico Letta ècomunque sicuro della correttezza di fondo della ministra; dopo aver ascoltato attentamente le motivazionidi Josefa, accetta le sue dimissioni, informa Napolitano di quanto ha appena appreso e poco dopo l'incontro,in un comunicato dichiara di aver «preso atto della volontà irrevocabile del ministro Idem», e che sicuramente "emergeranno rapidamente, e in tutta la lorolimpidezza, la correttezza e il rigore morale che conosco essere fra i trattidistintivi di Josefa Idem e per iquali l'ho scelta e le ho chiesto di entrare a far parte del governo".
Franco Chimenti,presidente di Coni Servizio dichiara: «Ho una mia idea: che Josefa non sapesseassolutamente nulla e che non abbia condiviso nulla.
Vivo nel mondo dellosport, quando gli atleti sono impegnati lo sono veramente, soprattutto ailivelli in cui era lei. Avrebbe dovuto sostenere che lei non si è maiinteressata di queste cose e se, al limite, qualche responsabilità ci fosse, cel'avrebbe suo marito. È una persona talmente perbene, non minimamentecensurabile. Se lascia, perdiamo una persona per bene al ministero». Anchel'associazione LGBT (Lesbian, Gay,Bisexual, Transgender) difende e sottolinea che: «Josefa Idem ha mostrato inpochissimo tempo di voler affrontare con serietà e dedizione temi urgenti datroppo tempo accantonati nel nostro Paese, primo fra tutti quello dei dirittidelle persone omosessuali e transessuali».
Contro l'ormai ex ministra Josefa Idem si schiera invece il M5S che insinua presunteirregolarità con le norme dell'azienda unità sanitaria locale di Ravenna efanno sapere che stanno controllando unaper una tutte le carte relative alla famosa casa-palestra in questione.