Roberta Ragusa, gli inquietanti retroscena che stannovenendo fuori sul caso della scomparsa della donna di Gello sono riportati conuna velocità estrema da parte dei media, ma spesso possono sfuggire alcuniparticolari importanti, soprattutto sulle testimonianze ed in particolaresull'ultima rivelazione da parte di una collega del marito di Roberta che haparlato di fazzoletti sporchi di sangue nel furgone dell'azienda di Logli.
La supertestimone ha parlato del rinvenimento dei repertiintrisi di sangue, che, secondo quanto ha esposto davanti agli inquirenti,sarebbe avvenuto nel febbraio 2012, ossia pochi giorni dopo la scomparsa diRoberta Ragusa e tutti i commentatori hanno proclamato che c'era stata unasvolta clamorosa nelle indagini.
Poi ci sono state le analisi dei reparti speciali deicarabinieri di ieri non solo sul furgone di cui ha parlato la testimone, maanche sulle autovetture di Sara Calzolaio, l'amante del marito di RobertaRagusa, e del padre del Logli, ma esse, dalle prime dichiarazione, non hannoavuto esiti importanti ai fini della scoperta della verità su Roberta.
In realtà, l'esito era piuttosto prevedibile, se si fosseanalizzata la situazione da parte di molti giornalisti, perché l'azienda pressocui Logli lavorava, che è proprietaria del furgone oggetto delle indagini , hapiù volte dichiarato che quel veicolo non era più nella disponibilità diAntonio Logli dal novembre 2011, ossia da tre mesi prima della tragedia, perchémal funzionante e che lo stesso Logli ne aveva avuto in dotazione un altro inquel periodo.