Non è la prima e non sarà l'ultima profanazione al Verano, ma questa volta il colpo è stato grosso. E' stata profanata la tomba di Rino Gaetano, cantautore crotonese morto nel 1981. Il tutto si pensa sia stato fatto sabato mattina. Si esclude sia stato possibile farlo prima in quanto la tomba del cantautore più "irriverente" degli ultimi 40 anni è meta di un pellegrinaggio continuo di ammiratori e di curiosi.

Il furto. Probabilmente i profanatori sono arrivati al Verano armati di un attrezzo da carpentiere e hanno divelto il perno con cui è fissata alla lapide la riproduzione in marmo della chitarra usata da Rino Gaetano al Festival di Sanremo e in altre apparizioni.

La chitarra era stata commissionata dalla sorella Anna per poterla apporre sulla tomba come omaggio al fratello. Era stata fatta fare di un marmo particolare, l'afyon, che ha una particolare luminosità e aveva fatto incidere sopra la frase "sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente". Oltre alla chitarra è stato rubato il quaderno dove i fan che facevano visita alla tomba lasciavano un pensiero in memoria dell'artista. Saputo della notizia qualcuno ha già provveduto a sostituire il quaderno.

I cimeli. "La chitarra in marmo e il quaderno probabilmente sono stati portati via non da fan feticista" dichiara l'avvocato della famiglia, "ma probabilmente da gente che vuole vendere i cimeli sui siti on-line o peggio ancora vuole estorcere del denaro dalla sorella Anna." Secondo l'avvocato il reato è grave perchè oltre al furto dei cimeli c'è il villipendio di tomba che prevede una pena dai sei mesi ai tre anni.