Pompei, la città in cui vivo, sta attraversando un momento molto difficile. Dopo il tragico incidente mortale in via Ripuaria, dopo la nomina ad ambasciatore nel mondo di Pompei di Emanuele Filiberto avvenuta la stessa mattinata dell'incidente, dopo l'ennesimo crollo di un muro di una bottega in via Stabiana all'interno degli scavi archeologici di Pompei, dopo tutto questo, poi non bisogna stupirsi se questa Pompei finisce nel monologo di Crozza su La7.



Da cittadina mi sento molto indignata, e come me in tanti si sentono così. Il senso di appartenenza ad un posto è difficile a spiegarsi, ma quella sensazione di sentirsi a casa una volta respirata l'aria del tuo paese, penso che la conosciate tutti. Ebbene, questa sensazione a Pompei la stiamo perdendo un pò tutti per fare posto ad un senso di rabbia e di indignazione nei confronti di un'amministrazione che tutto sta facendo tranne che stare dalla parte dei cittadini.



Il tragico incidente avvenuto il 29 novembre sulla via Ripuaria che ha visto un auto perdersi nelle torbide acque del fiume Sarno, con a bordo due donne, madre e figlia, ha fermato il cuore di tutti. Ma quella stessa mattina, il sindaco della città di Pompei, nominava ambasciatore nel mondo della suddetta città, Emanuele Filiberto, con i conseguenti festeggiamenti. Mentre tutte le forze dell'ordine si mobilitavano per il rintracciamento dell'auto e mentre un'intera città era con il fiato sospeso e la mente persa, il sindaco festeggiava con Emanuele Filiberto.



Non bisogna stupirsi allora se parlano di noi sul canale La7 attraverso la satira di Crozza. A pubblicare parte della puntata di quella sera, è stata una pagina Facebook d'informazione politica locale "Elaboriamopompei". Che bella figura abbiamo fatto. Grazie sindaco.



In seguito all'incidente mortale, un funerale celebrato, quello della giovane figlia ventenne Anna, e le ricerche della madre in corso perché il suo corpo risulta ancora disperso, del sindaco nemmeno l'ombra. Nemmeno l'ombra di una urgentissima messa in sicurezza dell'argine del fiume Sarno. Nemmeno l'ombra di una movimentazione burocratica per sistemare quel maledetto incrocio. Eppure i giorni passano e l'amarezza aumenta.
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